E fate che sia un buon trip

The Oracles – Have A Nice Trip (Nexus, 2011)

Il rock’n’roll, quello fatto bene, quello che ti fa muovere il culo, va suonato con la giusta attitudine.
C’è poco da fare, è l’unica “legge” a cui asservirsi.

Gli Oracles sono giovani, ma già sanno come gira il mondo. Se le sono studiate bene, quelle quattro regolette per essere una band giusta al momento giusto; e, cosa più importante, dopo essersele studiate le hanno applicate alla perfezione nel loro esordio, Have A Nice Trip.
E sì, perché c’è tutta questa “nuova onda” di bands nostrane, che si rifanno ai canoni più classici del buon vecchio rock esterofilo spaccaossa: Last Killers, Barbacans, Giobia, Oracles. Non inventano nulla, ripropongono vecchie sonorità, ma lo fanno con spirito indomito, selvaggio e belligerante quanto basta. E a noi piace, oh sì.

Prendete gli Oracles: da qualche parte ho sentito parlare di rock psichedelico: no, non ci siamo. Qui di psichedelico non c’è quasi nulla, tranne forse la strumentale “Mushroom”, esercizio di stile a metà tra i Kyuss degli esordi e degli strascicati e strafatti Zep; il resto è un tiratissimo hard’n’roll, che a volte sconfina nel punk (“Checkpoint Charlie”) e a volte nel blues più groovy (“I Wanna Live In A Dream Machine”).
Quando i nostri rallentano la corsa, ne escono fuori delle ballad straordinarie, puro gusto seventies à la Stones declamate con la sfrontatezza e la spocchia dei migliori Oasis (“Prisoners”, “Hand In Hand”), da cantare a squarciagola con in  mano una pinta di rossa ghiacciata.

L’altra metà del lavoro si rifà alla lezione revival che fu propria di quelle cazzutissime band scandinave anni 90 tipo Hellacopters e Gluecifer (“Jukebox”, “Not My Time”), con chitarre lancinanti e infuocate, voce filtrata e bastarda.
In sostanza, un gran bell’esordio. Dritto, potente, colpisce dove deve colpire.

Lunga vita agli oracoli.

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2 commenti

  1. Nicola

     /  febbraio 13, 2011

    Mi sa che un mushroom te lo sei mangiato te prima di scrivere la recensione…
    Kyuss, Hellacopters e Gluecifer forse è meglio che ti riguardi qualche live un attimo prima
    di accostarli a certa roba… E’ là che si vede chi è rock ‘n’ roll e chi gioca al rock ‘n’ roll.

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  2. Denis

     /  febbraio 13, 2011

    No, mi sembra che prima di scriverla avessi mangiato crauti. Comunque, ovvio che le band citate stiano un palmo sopra, qui si parla di giovani esordienti, che nonostante tutto propongono un buon lavoro. Poi, oh, de gustibus. Ma non mi sembra che “giochino” al r’n’r…

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