Che abbiano davvero ragione i topi?

Edipo – Hanno ragione i topi (Foolica, 2010)

Non ho mai amato i cantautori, la musica elettronica e il cosiddetto pop italiano formato indie, a parte rare eccezioni: diciamo Ivan Graziani e Luigi Tenco tra i cantautori, Suicide e Clock DVA nel versante elettronica e non mi dispiacciono certe cose di Perturbazione e Virginiana Miller per quanto riguarda l’indie-pop made in Italy. Tanto per dire che il disco in questione avrei dovuto bypassarlo alla grande. Peraltro Edipo, il monicker che si è scelto questo ragazzo bresciano (all’anagrafe Fausto Zanardelli), spiace dirlo ma mi fa cacare nonostante sia un omaggio a Edipo Re di Pasolini. Però apprezzo il lavoro dell’etichetta che ha prodotto questo disco così trendy. E allora una volta fatto trendy ho non potevo che fare trentuno.

In un pomeriggio postprandiale libero, mentre rispondevo ad alcune e-mail, ho infilato il cd nel lettore del computer e azionato Winamp convinto di reggere al massimo un paio di pezzi. E invece il disco mi s’è tirato al punto di rimetterlo da capo una seconda volta e poi decidere di “scenderlo” in macchina per allietare il solito percorso mattutino casa-asilo di mia figlia-lavoro. Decisamente non male viste le premesse.
D’altronde, al di là dei gusti personali, i 10 pezzi dell’album sono costruiti oggettivamente bene con ritornelli orecchiabili e spesso intelligenti. Sono solo “canzonette”, ma scombiccherate al punto giusto e piene di interessanti calembour linguistici e messaggi condivisibili.

Immaginate di essere in una sala giochi con Tricarico che cambia i gettoni alla cassa e un bel biliardino al centro della sala dove si sta svolgendo un’accesa sfida tra la coppia Bugo-Beck e la coppia Daniele Silvestri-Max Gazzè.
Entrando nello specifico dei brani aggiungo che il ritornello di “È banale stare male” è un po’ scontato, ma volente o nolente entra in testa come certi vecchi pezzi dei Prozac +.
Il monologo campionato (?) in “Petrarca” è una scelta che denota stile. Il finto rap iniziale e il ritornello killer di “Appartamenti” mi hanno riportato al mio ultimo periodo da studente fuorisede. I sintetizzatori vintage di “Sono qui ma torno subito” disegnano gustosi arabeschi psichedelici. La tecno di “Hai Hai Hai Hai” fa uscire il truzzo che è in tutti noi. “Per fare un tavolo” è un potenziale hit da Mtv Brand:New che parte alla Offlaga Disco Pax per poi stravolgere letteralmente il capolavoro di Gianni Rodari, musicato ai tempi da due signori che si chiamavano Luis Bacalov e Sergio Endrigo: “Per fare un tavolo serve un motivo / come ad esempio per fare un pasto / per fare un pasto serve la fame / per far la fame servono i debiti / per fare i debiti serve la droga / per fare i debiti serve la droga / per far la droga ci vuole un fiore, un fiore bello da morire / ecc.

Chi avesse curiosità può ascoltare l’intero disco in streaming qui.

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