Popped and enchanted

The Stooges – Popped: The Fan Club Package (Easy Action, 2010)

Erano mesi e mesi che questo manufatto veniva pubblicizzato nel sito della Easy Action. Disponibile in prevendita già da maggio, la promessa era di una spedizione in agosto. Poi il diavolo ci ha messo la coda e il tutto è slittato. Confesso che, dopo tanto tempo (la mia prenotazione era stata fatta verso fine giugno), avevo quasi rimosso l’entusiasmo che avevo provato leggendo di cosa si sarebbe trattato e mi restava solo la maledetta sensazione di essere stato fregato.

Poi, una sera di novembre, rientrando dallo sgobbo col morale spalmato di merda e la stanchezza di un carrettiere mutilato, ho trovato il pacchetto ad aspettarmi. E nemmeno mi interessava più di tanto… ormai il cinismo e il trituramento dell’anima avevano preso il sopravvento. Aprendolo ho anche pensato che fosse un oggetto barocco e mi sono maledetto per averlo ordinato… una maglietta con Iggy in posa plastica, sette repliche di foto polaroid, un mini-manifesto di concerto,  sei fanzine-newsletter d’epoca del fan club e finalmente un cd con booklet.
Già mi sono maledetto; pensate un po’ a come ci si può ridurre alle volte. Per fortuna ho lasciato il tutto a decantare per alcuni giorni e poi, con calma, ho ripreso in mano la scatola di palstica che contiene tutto questo ben di dio.

E allora ricominciamo da capo. Questo box, per quanto un po’ sborone ed esagerato nella pletora di gadget e memorabilia di cui è ripieno, è un bel tassello per la collezione di tutti gli Stoogesofili. E il motivo principale è il cd, che consiste nel contenuto di una cassetta donata quasi 40 anni fa da Ron Asheton a Natalie “Stoogeling” Shclossman – che era una fan accanita e si occupava di assemblare la newsletter Popped, di cui il box raccoglie i sei numeri usciti.
I pezzi del nastro  sono 10 e risalgono tutti al 1970 – annata gloriosa ma anche caotica per la band, che entra nel turbine dei cambi di formazione che porterà all’ingresso di James williamson e agli eventi che tutti conosciamo (o dovremmo conoscere…).

Il cd si apre con due versioni killer di “Dirt” e “1970”, registrate in un non ben identificata data a New York New York. Inizialmente si mormorava potessero essere due schegge della famosa esibizione all’Ungano’s, ma non è così, visto che la formazione è chiaramente a una sola chitarra, mentre all’Ungano’s già era entrato Billy Cheatham  a dar manforte a Ron alle sei corde. Ad ogni modo, due pezzi memorabili in una versione live rovente e affilata.

Arriva, poi, una raffica di cinque brani dell’esibizione tenuta a Chicago il 18 luglio 1970: “Loose”, “Down on the Street”, “1970”, “(The Shadow of Your Smile ) – Fun House” e “L.A Blues”. La qualità audio è inferiore (vi ricordo che si tratta di registrazioni tutte effettuate dal pubblico, quindi con un mangiacassette), ma la band è in forma smagliante e – nonostante qualche parte gracchiante e la voce un po’ bassa – la botta arriva. Per non parlare del delirio di sax e improvvisazione nel trittico finale.

L’ascolto prosegue e si fa un salto temporale di pochi giorni, per giungere all’8 agosto 1970: il Goose Lake Pop Festival, un appuntamento cruciale per la band (che perde il bassista Dave Alexander). Mi permetto di recuperare un paragrafo del mio (al 50%, visto che è scritto con il buon Gabriele Lunati) Iggy Pop, cuore di napalm per inquadrarvi il momento:

Il 20 luglio 1970 la Elektra mette in commercio l’antipasto con cui stuzzicare l’appetito per l’album: si tratta del 45 giri “Down On The Street/I Feel Alright (1970)” . È forse l’ultimo disco Elektra a portare il logo stilizzato con la grande lettera E: il 25 luglio, con una campagna nazionale sui maggiori periodici musicali, l’etichetta annuncia che ha intenzione di rinnovare il proprio look. Il logo si fa più colorato ed elaborato, e incorpora una farfalla .
Da lì a pochi giorni gli Stooges suonano al Goose Lake Pop Festival. L’iguana è particolarmente su di giri: durante il concerto incita il pubblico alla rivolta e aggredisce un membro dei Mountain, colpevole di suonare nella band che si esibisce dopo gli Stooges (che vogliono più tempo per continuare il loro set). Dave Alexander, dal canto suo, si presenta sul palco troppo ubriaco per suonare; è anche fatto di erba e tranquillanti, si blocca e non riesce a combinare nulla, in preda a una specie di amnesia totale. Non è il primo episodio increscioso di cui si rende protagonista e pochi giorni prima ha rischiato di ustionarsi (tentava di emulare Hendrix con una lattina di benzina per accendini con cui voleva creare un effetto pirotecnico per stupire il pubblico); Iggy al termine dell’esibizione è furioso e lo caccia.
Iggy: “Mi piace licenziare la gente. Oh è la più bella sensazione al mondo… sei licenziato! Vaffanculo! Non lavori per conto tuo! Lavori per me, succhiacazzi!”.
Ron: “A Iggy non piaceva l’attitudine di Dave, la sua indifferenza, o qualsiasi cosa fosse. Aveva abbandonato la Fun House ed era sempre in ritardo per le prove. […] Dave si ubriacò di brutto, fumò qualcosa e praticamente si gelò sul palco, dimenticandosi tutte le canzoni. Dopo il concerto Iggy gli disse: «Hey, sei licenziato. Non vogliamo più suonare con te»”. Ron non è d’accordo con questa decisione radicale, ma Dave se ne va e non si fa più vedere.
Scott Asheton: “Credo che Dave volesse tornare a casa dei genitori – era comunque lì che passava la maggior parte del suo tempo. Aveva tutto ciò che desiderava, a casa dei suoi: i suoi libri, il suo stereo, la sua tv. Si sentiva accudito laggiù, e credo che a lui andasse bene così”

Il cd riporta solo “1970” di questo concerto: una versione tirata e nervosa, in cui il basso sembra non esserci e Iggy duella con la chitarra di Ron. Registrazione molto low-fi, ma ha il suo perché.

Gli ultimi due brani del dischetto sono “Tv Eye” e “1970”, estrapolati dalla data del 13 giugno 1970 a Cincinnati, ossia il famoso concerto del barattolo di burro d’arachidi. Riprendo ancora Iggy Pop, cuore di napalm:

I ragazzi sotto al palco sono quieti: nessuno balla, qualcuno ha una macchina fotografica in mano e tutti seguono divertiti o leggermente preoccupati gli spostamenti del cantante. Quando Iggy si butta tra loro lo accolgono sommergendolo, per poi rialzarlo immediatamente: ci sono sorrisi e sghignazzate per quello strano tizio. Durante “TV Eye” l’iguana si scaraventa in mezzo al pubblico col microfono stretto in mano e si sente chiaramente la voce di una ragazza che gli grida “Stai bene?”. Proprio dopo il break pubblicitario giunge uno di quei momenti mistici, pura iconografia rock: l’iguana si getta dal palco, per un istante sembra che stia per cadere a terra tra le gambe del pubblico, ma come un tuffatore riemerge e si ritrova in piedi, sorretto da mani e spalle di decine di ragazzi. Una specie di camminata miracolosa, che Iggy si gode improvvisando pose plastiche – immortalate in scatti che hanno fatto il giro del mondo.
È una consacrazione, un attimo cristologico in cui Jimmy Osterberg di Ann Arbor si trasforma in colui che è in grado di camminare su un mare di persone .
Ma, come l’intrinseca natura degli Stooges impone, il momento sacrale deve essere in qualche modo profanato e una mano provvidenziale  emerge dalla marea umana, porgendo un barattolone di burro d’arachidi. L’iguana, senza riflettere un istante, affonda le dita nella poltiglia beige: inizia a spalmarsela sul torace e a lanciarne manciate sul pubblico, mentre è ancora in equilibrio sulle teste dei ragazzi che lo sorreggono

[…]

Iggy Pop: “Ho sempre creduto che nel rock’n’roll qualcosa debba accadere. Mi piace questa parola – accadere. E se non succedeva nulla, io lo facevo succedere. Ho sempre cercato di non ripetermi. Dicono che fu Stiv Bators a passarmi il burro d’arachidi: «È un tipo strano, diamogli il burro d’arachidi». Non era previsto. Però la gente ha iniziato, poi, a portarselo ai concerti e io dicevo «No, non giocherò con quel cazzo di burro d’arachidi». A volte ho fatto cose con risvolti patetici, ma non sono mai stato un pianificatore” .
Quando ritorna sul palco, Iggy è imbrattato ed esaltato: una specie di divinità pagana reduce da una battaglia. Il bagno di folla e lo stage diving divengono, da questo momento, una costante. Iggy Pop: “La musica mi porta a un climax di follia. Non sento più il dolore, non mi accorgo di cosa accade intorno a me e quando mi tuffo in un mare di persone sono guidato dal feeling della musica, dalle vibrazioni” . “Dopo il concerto ero fatto di acido. Era un fatto normale per i musicisti all’epoca. […] Ci diedero una carta e ci dissero: «Firmate qua, non penso che useremo il vostro pezzo, ma, a scanso di equivoci firmate». E andammo in onda in una rete nazionale”

I due pezzi non sono decisamente una sorpresa, in quanto erano stati già pubblicato in “Live 1971 & Early Live Rarities” e su YouTube circola da tempo la registrazione video. Anzi, in realtà sono quasi superflui, visto che sono troncati dalla pausa pubblicitaria criminalmente inserita dall’emittente che immortalò l’evento.

Così, cari maniaci degli Stooges d’annata (era Fun House per la precisione), ecco un altro disco da cercare e comprare… c’è poco da dissertare. Magari fatevelo insieme al live at Ungano’s, appena pubblicato da Rhino. Sai che regalone totale di natale?
E poi sappiate che oltre alla Popped edition (limitata, costosa e con tutti i gadget) ne esiste una sobria, con il solo cd e a prezzo molto abbordabile: si chiama A Thousand Lights e dovreste farci un pensierino, se non vi va di gettarvi nell’acquistone barocco.

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3 commenti

  1. Ramblin Erikk

     /  dicembre 1, 2010

    La droga perfetta per anestetizzare l’ imminente Natale…

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  2. Amo gli Stooges. Hanno dato una brusca sferzata alla mia adolescenza. Queste parole sono come il burro di arachidi spalmato sul petto.
    Grazie Andrea.

    Rispondi
  1. Come non ristampare i Boohoos | Black Milk Magazine

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