E il lupo si fece addomesticare…

Grinderman – Grinderman 2 (Mute, 2010)

I fan di personaggi controversi e intensi come Nick Cave sono portati per imprinting a essere onnivori: si succhiano qualsiasi prodotto a prescindere. Anche il sottoscritto apparteneva al girone di questi cannibali saccheggiatori del Re Inkiostro, fino a qualche lavoro fa: esattamente fino al primo disco con i Grinderman e all’ultima fatica letteraria – La morte di Bunny Munro – del bardo australiano.

Il Nick Cave redento, artisticamente parlando (da Boatman Call in poi), che ha trasformato i suoi demoni in cherubini e la sua misantropia in estroversione filantropica, ha tempo da “perdere” nella sua soleggiata residenza nel sud dell’Inghilterra. Sembra volersi rifare sul tempo sprecato a riempire siringhe di roba e gigioneggia, adesso, con poetiche musicali che gli furono care un tempo, con cui primeggiava e cavalcava il selvaggio furore anarchico e anticristiano dei i Birthday Party agli inizi degli anni Ottanta.

Se Grinderman era un divertissement giustificabile per spezzare la routine di ciò che restava dei “semi malvagi” con secchiate di noise blues e graffiti di cluster funky, Grinderman 2 è l’involuzione gratuita dell’opera prima. Inutile tavolozza abbozzata di un manierismo noioso e referenziale, composta con un’abilità da mestierante.

Cave pare aver scambiato il noise di un tempo con la noia che genera un disco del genere; così che ai primi ascolti pare che dietro la sfuggevolezza e impalpabilità che caratterizzano l’intero album possa nascondersi qualcosa di più sostanzioso. Ma dopo ripetuti giri nel lettore cd si giunge all’ossimoro di una sostanza inconsistente.

La scimmia ritratta sulla copertina del primo disco ha lasciato il posto a un lupo famelico, in questo secondo. La bestia sbava e si aggira in un salotto, e come è risaputo i lupi addomesticati non fanno paura.

Annunci
Articolo successivo
Lascia un commento

4 commenti

  1. Ramblin Erikk

     /  novembre 29, 2010

    Sai che ti dico, Hugo? Che hai proprio ragione! Il primo disco dei Grinderman era furente, inventivo, grezzo e febbrile, sebbene il facile paragone con i Birthday Party (o anche i primi Bad Seeds) insinuato da certa critica “major” non aveva in realta molto senso. Ma questa seconda uscita? Mestiere, giusto mestiere e pochissimo altro. Un disco ben scritto e confezionato, ma al punto tale da risultare quasi gradevole, il ché, in contesti simili, non dovrebbe accadere. Sicché, l’ ho comprato all’ uscita e, a piú riprese, lo metto sú aspettando un qualche sussulto che, tanto, so bene non arriverá. Grinderman 2 é fatto della stessa pasta di “Dig Lazarus, Dig”, mestiere con la M maiuscola, di classe ma privo di quello slancio Caveiano grezzo e abrasivo che, spiace dirlo, non riscontriamo ormai da molti, moltissimi anni. Resto un fan accanito ma onnivoro fino a un certo punto 🙂

    Rispondi
  2. hugo bandannas

     /  novembre 29, 2010

    in efetti, eric, raggiungere un certo manierismo non è un male tout court, mi riferisco a leonard cohen ad esempio, ma indugiarci e simulare dei sussulti di pathos giusto per far abboccare i nuovi acquirenti, è spesso sintomo di funesto declino, speriamo che torneremo ad essere onnivori del King Ink. come lo siamo stati, magari dal prossimo lavoro to..eternity? 🙂

    Rispondi
  3. mi piace quando dissertate… che Black Milk divenga un erudito simposio!

    Rispondi
  4. hugo bandannas

     /  novembre 30, 2010

    così…sottovoce come piace a noi 🙂 pur sempre con un whiskey in mano però…

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: