Happy Counterpunch to you

Counterpunch – Heroes & Ghosts (No Reason Records, 2010)

Quattro ragazzoni di Chicago, ben piantati e con la tipica faccia da americano simpatico, non potevano che suonare hardcore melodico. Scusate lo stereotipo da coda al supermercato, ma in questo caso mi è stato servito su un piatto d’argento.

A parte queste cazzate, i Counterpunch non sono niente male: tirati, chitarrosi, con tanti stacchi e dinamiche, melodie a briglia sciolta, armonie vocali alla Bad Religion più ispirati… ma nel loro polpettone punk ci sento anche un po’ di Pennywise, parecchi Offspring e davvero un bel po’ di Black Train Jack. E i NOFX? Già, ci sono anche loro, magari nell’incarnazione più cazzara, quella coi fiati e gli stacchetti bizzarri.

Quindi? Quindi sono davvero bravi e si sente che questo sound ce l’hanno nel dna. Del resto arrivano dalla patria in cui è nato, non c’è storia. Avete presente quell’hardcore così melodico e gustoso che ha l’effetto di una buona colazione consumata al sole, di una birra fresca a metà pomeriggio in spiaggia, di una risata con gli amici guardando I Simpson? Ecco, questo è il sound dei Counterpunch.

Però – ti pareva – c’è un problema. E focalizzarlo è stata una mezza illuminazione, che mi permette di espletare una specie di catarsi e di chiarire una sensazione di disagio che fino a ora non avevo ancora affrontato a dovere. Già, perché prima si parlava di colazioni, birre in spiaggia e risate con gli amici… tutte cose leggere, spensierate, tipiche di periodi e situazioni felici, che un tipo di punk hardcore così melodico evoca facilmente e in maniera automatica. Però arrivano inevitabilmente, col trascorrere del tempo, momenti in cui tutto questo è al massimo un ricordo o un episodio sporadico… e colazione non la fai perché butti giù un caffè alle 6 del mattino; non ti bevi una birra fresca in spiaggia ma ne scoli sette o otto al giorno, un paio anche in pausa pranzo in ufficio, per farti passare il giramento di coglioni; e con gli amici ti vedi poco, non ci ridi molto assieme, ma al massimo vi raccontate le rispettive sfighe e bevete ancora per non pensarci. Quindi il concetto è: questa è ottima musica che comunica positività, ma se del pensiero positivo non siete già paladini per conto vostro (per indole o per giovane età), probabilmente vi troverete a innervosirvi e a chiedervi cosa mai ci sarà di così bello e divertente in tutto questo. E magari metterete su Metallic KO col volume a 10.

Come diceva qualcuno, it’s only growing pains…

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