Io zombo, tu zombi, lei zomba

Superhorrorfuck – Livingdeadstars (logic(il)logic, 2010)

La storia sarebbe questa: il 31 ottobre del 2005 gli sfigatissimi Morphina si stavano recando a suonare un concerto di Halloween; l’auto su cui si muovevano andò a schiantarsi contro un albero e misteriosamente i corpi dei musicisti non vennero mai ritrovati. Il motivo? Erano diventati zombie e avevano messo su un altro gruppo, ovvero i Superhorrorfuck.

Beh, il gimmick è carino e fa sorridere. Così come è carina la musica di questi cinque zombie (ormai nemmeno tanto freschi di trasformazione, visto che infestano il pianeta dei vivi dal 2005)… lo so “carina” è un aggettivo di merda, degno di un pomeriggio in compagnia dei tronisti della De Filippi, ma lasciatemi spiegare.

I veronesi Superhorrorfuck, al netto dei comunicati stampa, delle storie di zombie, delle foto carnevalesche e di tutto il carrozzone promozionale, in realtà suonano un impeccabile glam metal/street rock con qualche lieve riferimento horror punk. Diciamo che nel 1986-87 avrebbero potuto essere star del Sunset Strip losangeleno… ma nel 2010 sono onesti revivalisti di una tradizione che ha lasciato più che altro ricordi legati a parrucche cotonate, spandex colorati e mutandoni imbottiti per esaltare il pacco.
Ciò non toglie che la loro musica è godibilissima e mi sono divertito un sacco ad ascoltare Livingdeadstars in una mattinata fredda e solitaria, perché è ben suonato, ben prodotto e sciorina tutti – ma proprio tutti – i riff unti e lascivi che il glam metal stradaiolo conserva nel suo ventre lussurioso (ventre ormai peloso e un po’ sfatto dall’età).

Gli amanti di Motley Crue, Kiss, Poison, Ratt, Faster Pussycat e Alice Cooper (ma anche Murderdolls, Backyard Babies e – massì, buttiamocelo dentro, che per lo shock rock è un evergreen – il reverendo Manson) troveranno ottimo pane per i loro denti, in questi 12 brani. I detrattori del genere avranno le conferme del perché non amano queste cose. E chi non è schierato ascolterà un disco che sa essere divertente, ma anche arrogante e molto kitsch… ma sopratutto è capace di far partire un po’ di sano headbanging, nelle giuste condizioni d’umore.

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