Jon è nel tunnel

Heavy Trash live @ Tunnel, Milano, 9/09/2010

E’ un peccato tracciare una parabola discendente per Mr. “Ladies and Gentlemen rock and roll” Spencer. Fulminante e sgangherato fu l’inizio con la banda tossica dei Pussy Galore: si insediarono in maniera seminale – con una manciata di dischi – tra i migliori gruppi rumoristi a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta, artefici di quel Dial M for Motherfucker, tanto per intenderci. A loro seguirono incendiari Blues Explosion, un trio abilissimo nel coniugare e contaminare il blues tradizionale con altri generi come il rockabilly e l’elettronica – soprattutto in Orange e ACME.

L’abilità, la versatilità e, non ultima, la furbizia di Jon Spencer l’hanno condotto (vista la fase di stanca della Blues Explosion, costretta a ripetersi all’infinito in un clichè ormai rodato e così perfetto da stancare sia i protagonisti che il pubblico) al minimalismo strutturale di Heavy Trash. Un monicker che praticamente cela il nostro Elvis del 2000 fiancheggiato dall’eccelso chitarrista Matt Verta Ray, un tipo che pare uscir fuori da qualche pionieristico cortometraggio di Jim Jarmusch.

Ma è proprio con gli Heavy Trash che la parabola tocca il punto massimo e prende poi la direzione del declino. Il fascino del rock and roll nudo e crudo degli anni Cinquanta – di cui Spencer è sempre stato ammaliato – rischia la parodia e si sa: se è privo di  invenzioni, si trasforma in stucchevole pantomima.
“Mr. Ladies and Gentlemen rock and roll” dal vivo sembra quasi un entertainer da crociera; o – ancor peggio – magnete per una combriccola di nerd a un party universitario per matricole (tale era il pubblico milanese del Tunnel di giovedì scorso).

Quando si perde la possibilità/voglia di rischiare, nel rock and roll resta ben poco. La band ha ripassato impeccabilmente e in scioltezza gli interi  Going Way Out With… e Midnight Soul Serenade, così senza macchia né peccato, tanto che sembrava di ascoltare i dischi con lo stereo di casa.
L’augurio è che Mr. Spencer si rimetta sul giusto sentiero, sia posseduto di nuovo dal fuoco del rock and roll più autentico, diminuisca il gel per il suo ciuffo e dia un taglio a collaborazioni abominevoli come la quella con il borgataro d’oro Eros Ramazzotti.

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