Destroy All Monsters & Dark Carnival files pt.1

damold2“…a musical 3D experience; drugs, decadence and death…” [The Michigan Daily, giugno 1977]

Chi bazzica negozi, banchetti e convention in cerca di vinile sopraffino – possibilmente a buon mercato – sicuramente almeno una volta si sarà trovato tra le mani un disco dei Destroy All Monsters o dei Dark Carnival. In entrambi i casi a colpire sono due cose: la presenza di Niagara, l’iconica cantante sempre scosciata e truccatissima (una specie di Marilyn Monroe da film horror di serie Z), e quella di Ron Asheton degli Stooges alla chitarra – un Asheton che, a guardarlo bene, conserva la sua natura di eroe del proto-punk, ma sembra in qualche modo non avere metabolizzato il dolore per la fine degli Stooges e della sua carriera musicale di alto profilo.
Eccovi una breve storia di entrambe le band, da sempre indissolubilmente legate. E, tanto per cambiare, è una storia scura, in cui la luce del sole non entra facilmente…

Detroit, Michigan, 1974. Quella che fino a un lustro prima era la rock city per eccellenza tenta di tener fede alla propria reputazione, ma c’è davvero poco da fare. Stooges ed MC5 sono defunti, kaputt, persi. E dopo di loro non c’è stato molto altro: anzi. Il rock – quello duro, prepotente e arrogante – è in coma e sulla scena si stano affermando le pagliacciate dei grupponi da arena, il pop becero e/o le nenie consolatorie del roots rock da radio commerciale.

In questo panorama desolante se ami il rock, quello che arriva dritto allo stomaco, hai poche scelte. Puoi provare a farlo tu, ma il confronto con ciò che è stato e con il carrozzone attuale di musichette da ballare non ti lascia scampo.
Oppure puoi tuffarti sul cadavere e farne scempio. Questa è, infatti, l’idea dei Destroy All Monsters, quando nel 1974 iniziano a esibirsi come gruppo dichiaratamente “anti-rock”. Il primo nucleo della band è composto da quattro persone: la sensuale e inquietante cantante Niagara, Cary Loren, Jim Shaw e Mike Kelley.

Niagara: “Io stavo con Cary, Mike e Jim vivevano in una casa insieme ad altra gente, una specie di comune di artisti. Spesso collaboravamo e facevamo cose assieme. Non avevamo mai parlato di suonare, ma un bel giorno mi dissero: ‘Niagara, tu sai cantare?’… volevano mettere su una band e anche io e Cary avevamo in mente la stessa cosa. Dopo due giorni suonavamo già dal vivo: puoi immaginarti come eravamo bravi. E abbiamo tenuto questo tipo di atteggiamento fino alla fine”.

Mike Kelley: “I Destroy All Monsters non erano un gruppo, ma il risultato di un accordo tra due gruppi che hanno deciso di dividere un nome ed esibirsi insieme. Da una parte, infatti, c’erano Cary e Niagara, dall’altra Jim Shaw ed io. Cary e Niagara erano più interessati alla struttura dei pezzi e amavano il pop più trash, il glitter rock e l’imaginario maledetto alla Manson. Erano fan di Bowie, T Rex, Roxy Music, New York Dolls e gruppi simili. Jim ed io eravamo più interessati al rumore puro e non ci fregava niente delle strutture o delle melodie, tranne che come supporto al nostro rumore – un po’ come i musicisti free jazz, ad esempio Coltrane, che usavano canzoncine pop standard (come le musichette dei cartoni di Walt Disney) per creare la base e poi fotterle impietosamente, distorcendole e massacrandole. […] C’erano comunque un po’ di cose che ci mettevano tutti d’accordo, come il rock del primo disco degli MC5, gli Stooges e i Velvet Underground. Questi gruppi riuscivano a includere nella musica il pulsare del metallo e il muro elettrico del rumore puro. Cary e Niagara iniziarono a scrivere dei pezzi, Jim ed io però facemmo in modo che ci fossero rumore ed improvvisazione costanti”.

Gli strumenti – manco a farlo apposta – ricordano vagamente quelli che anche The Psychedelic Stooges (ovvero la prima incarnazione arty-intellettualoide degli Stooges) utilizzavano: giocattoli modificati, piccoli elettrodomestici, un violino, barattoli del caffé, un’aspirapolvere. Il primo concerto (la band ne tiene ufficialmente solo due nei primi 3 anni di esistenza, accontentandosi poi di esibirsi a sorpresa presentandosi nei luoghi più disparati) consiste in una versione di “Iron Man” dei Black Sabbath da un’ora, che viene interrotta perché il gruppo viene cacciato dal palco.

damcd2Mike Kelley: “Non molto stranamente, la nostra musica era disprezzata quasi all’unanimità: nella migliore delle ipotesi ci saranno state 50 persone interessate al noise, all’epoca, a Detroit. Tutti i membri dei Destroy All Monsters erano cresciuti durante il rinascimento culturale alternativo dei tardi anni Sessanta; eravamo cresciuti con gli eccessi psichedelici degli  MC5 e degli Stooges, e con l’idea dei loro tempi, cioè che tutto si poteva fare e ogni eccesso era ammissibile. Poi era arrivato il Medioevo. L’economia di Detroit era crollata e si era potata via anche la cultura alternativa. Detroit era una città morta e Ann Arbor – che era stata la capitale della droga del Midwest, il paradiso di ogni teenager che fuggiva da casa, la patria della Students for Democratic Society e delle White Panther – stava tornando a essere una città universitaria sonnacchiosa e conservatrice. Tutti i musicisti della generazione precedente stavano provando ad abbracciare un suono hard rock e più pulito, vicino alla moda del momento. La Sonic Rendezvous Band di Fred Smith e i New Order di Ron Asheton erano gruppi insipidi, che volevano essere come Ted Nugent. Probabilmente erano in imbarazzo a ripensare alle stravaganze psichedeliche della loro goventù. E i nostri coetanei sguazzavano nei suoni innocui del country rock, nelle nenie degli Alman Brothers e dei Grateful Dead. Era deprimente. Questo è l’ambiente in cui sono nati i Destroy All Monsters. Esistevamo per essere un “vaffanculo” indirizzato alla cultura popolare dominante”.

Cary Loren: “Era quasi prevedibile che ci sarebbero voluti 20 anni perché quello che facevamo potesse essere messo in prospettiva. […] La nostra alienazione e ansia estrema erano un punto di vista psicotronico sulla realtà ; sentivo che creavamo dei suoni che volevamo sentire, ma non erano da nessuna parte  nel panorama asfittico e desolante che ci circondava. […] Eravamo una specie di garage band paranoica sul punto di esplodere”.

Questa incarnazione dei Destroy All Monsters dura un paio d’anni e pubblica soltanto un nastro – dato via insieme a un numero della rivista Lighworks. Il fulcro del gruppo è la presenza scenica di Niagara, sex symbol per palati forti: una specie di pin-up anni Cinquanta dopo tre autopsie, con una voce che ricorda una rissa tra gatti meccanici, spesso stonata e fuori metrica. E, francamente, non c’è molto altro, nonostante i proclami: siamo di fronte a un gruppo spesso senza direzione e in balìa di se stesso, ma anche troppo avanti a livello concettuale… le manipolazioni dei nastri e gli esperimenti di rumore che i DAM eseguono nel 1974 sono davvero intuizioni “aliene” – che piacciano o meno (se non si era capito, chi scrive non è certo un partigiano di queste sonorità; se volete sentire una campana decisamente più entusiasta, leggete il post dedicato ai DAM del primo periodo su Another World of Sound).
Una fotografia piuttosto fedele di questa incarnazione della band è data dal cofanetto (tre cd) intitolato 74-76, originariamente uscito per Father Yod/Ecstatic Peace! nel 1994 e poi ristampato da Compound Annex – la prima edizione è quasi impossibile da reperire.

La fine di questo primo periodo sperimentale e anti-rock viene sancita dall’abbandono da parte di Jim Shaw e Mike Kelley che si trasferirscono in California: sono stati entrambi presi alla prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Valencia, e per due aspiranti artisti come loro è un’opportunità da non sprecare (e, a posteriori,  possiamo affermare che hanno fatto una buona scelta, visto che sono diventati due nomi blasonati, con opere esposte in molti musei di tutto il mondo).
A sostituire i due “disertori” vengono chiamati i fratelli Larry e Benjamin Miller (chitarra e sax), che avevano già fatto parte degli Sproton Layer insieme al terzo fratello Roger (che poi sarà tra i fondatori dei seminali Mission of Burma):  la nuova formazione assume, da subito, una coloritura differente.

Cary Loren: “Dopo l ‘abbandono di Mike e Jim, la nostra musica lentamente si avvicinò a ciò contro cui, in origine, ci volevamo opporre; fu una sconfitta triste e dura a cui assistere. Rimpiazzare Jim e Mike con Ben e Larry Miller, nel 1976, diede alla band una forma più strutturata, ma mi sembrava che fossimo rimasti fedeli alle nostre origini più astratte. I Miller diedero al gruppo una forma più lineare e aggiunsero un raffinato caos dal sapore jazz”.

niagarashetonCary Loren, nonostante le sue dichiarazioni a posteriori, sembra avere un certo peso nel cambio di direzione del gruppo, almeno secondo quanto ricorda il bizzarro Colonel Galaxy (l’attuale compagno di Niagara, che già all’epoca seguiva la band): “Cary a un certo punto disse ‘Ci servono più palle. Dobbiamo chiamare Ron Asheton, è tornato qui'”.
Asheton, reduce dalla disfatta dei New Order a Los Angeles, non è esattamente entusiasta. Forse gli serve tempo per leccarsi le ferite, staccarsi dal carrozzone del rock e tornare – almeno per un po’ – a rilassarsi con le sue passioni: i film horror, i memorabilia della II Guerra Mondiale, i gatti…

Colonel Galaxy: “Ronnie non aveva nessuna intenzione di entrare in quel piccolo gruppo pulcioso e sgangherato”.

Ron Asheton: “Ero di nuovo in Michigan e non avevo un soldo. Ero già fortunato ad avere un tetto sulla testa. Mi chiedevo che cazzo avrei fatto… tentavo di rimettermi in sesto e di pensare a un piano e questo tizio mi chiama all’improvviso. […] Continuava a telefonarmi, così alla fine ho detto ‘Ok, facciamolo, ma solo se mi fate trovare sei lattine di Colt 45 e un pacchetto di sigarette’. […] Appena hanno iniziato a  suonare mi sono detto: ‘Oh cazzo, questo è il peggior disastro che io abbia mai sentito'”.

Colonel Galaxy: “Era pronto ad andarsene subito e aveva accettato di venire solo per la birra e le sigarette. […] Deve essersi detto: ‘Ok, fra 15 secondi me ne vado’. Ma poi è entrata Niagara nella stanza e, al’improvviso, lui divenne molto interessato”.

Asheton è così colpito dalla cantante da decidere di tornare alle prove e, nel giro di poche settimane, diventa un membro effettivo del gruppo. Un vero punto di svolta, destinato a plasmare una band che – nonostante conservi il nome  Destroy All Monsters – non ha nulla a che fare col proprio passato sperimentale.
Ron – a posteriori – parla di sonorità interessanti e intriganti in quel primo nucleo; la verità, molto più cinicamente, sembra fare perno su due fondamentali elementi: l’avvenenza di Niagara (con cui Asheton da lì a poco avrebbe iniziato una relazione) e la noia di un rocker confinato nella propria piccola città natale, a casa della madre, con ferite ancora aperte lasciate da un paio di grossi fallimenti.

Il caso vuole che, proprio in quelle settimane, un altro pezzo da novanta della scena di Detroit sia nuovamente in giro, e senza un gruppo in cui suonare. Parliamo di Michael Davis, ex bassista degli MC5, appena uscito di galera. Ron ne parla agli altri e Davis viene immediatamente invitato alle prove: del resto non poteva non andare così… i Destroy All Monsters erano nati idolatrando Stooges ed MC5 e ora hanno la possibilità di avere in formazione due membri dei loro gruppi faro. Non si poteva chiedere di più, ma questa situazione ha un prezzo – in termini di identità – piuttosto alto.

Cary Loren: “Nel giro di sei mesi avevo portato nel gruppo Ronald Asheton (degli Stooges) e Michael Davis (MC5) e avevamo definitivamente dimenticato l’astrazione concettuale, sostituendola con la potenza”.

Ron Asheton: “Questo è stato l’inizio del progetto che consisteva nel prendere un gruppo di studenti che facevano solo rumore e trasformarli in una band di vero rock’n’roll”.

[La musica di cui si parla in questa prima parte della monografia non è esattamente facilissima da reperire, per cui i più curiosi potrebbero gradire qualche link per scaricare e ascoltare il tutto. Per il cofanetto dei Destroy All Monsters 74-76 andate qui: CD1, CD2, CD3; per With Magnetic Field Disrupted degli Sproton Layer andate QUI]

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