We Will Rock You…

cottoMassimo Cotto – We Will Rock You (Bur Rizzoli)

Il titolo non mi allettava particolarmente e mi ha fatto subito pensare all’ennesima monumentale biografia delle reginette di Freddie Mercury. Poi il mio sguardo ha deviato sul nome dell’autore, un flash: era proprio il Massimo Cotto, decano dell’affaire rock and roll, che conduce quelle istantanee pillole di saggezza radiofonica su Capital Tribute, svelando e dissotterrando (da buon critico undertaker, più che underground)  i segreti e i retroscena che si nascondono dietro celeberrime hit del passato remotissimo e più recente.

Ebbene, tali perle sono state messe nero su bianco e – come indica la quarta di copertina – ne sono scaturite “709 storie su canzoni di ogni genere e stile. Belle, commoventi, vere, verosimili, folli, assurde, incredibili. Storie che ti restano dentro per sempre, che ti accompagnano per strada e che tieni in tasca come portafortuna. 709 storie per una compilation gigantesca da cui lasciarsi incuriosire, trascinare, incantare”.

Questo è stato il segnale di fumo definitivo. Dopo di che, non mi restava che dirigermi alla cassa, contante in mano, e mille e più segreti bui e misteri di storia del rock and roll sotto al braccio.

Il libro è enciclopedico e non vi preoccupate: troverete anche le vostre canzoni  e ballate  preferite. Ma attenzione… non è detto che quello che leggiate vi farà piacere: il più delle volte dietro a canzoni intoccabili con cui avete, ad esempio, spudoratamente broccolato o mosso il culo forsennatamente o pogato fino a diventare un livido totale, o ancora durante l’ascolto delle quali si sono consumati i vostri giovani sogni e  le vostre visioni, ebbene tali perle sonore spesso nascondono dei tristi, grigi e meschini retroscena.
Al contrario canzonette commerciali, di quelle che appena le sentite cambiate stazione radio, hanno avvincenti retroscena e vicende degne di uno autore hollywoodiano. Ma non vi rovinerò le sorprese

Citando il Boss: “Abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da tutto quello che ci hanno trasmesso a scuola”
Come dargli torto?

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