The Madcap and the Mojo

mojocoverSignori, il numero di marzo 2010 di Mojo è stato un colpaccio, e vale la pena di menzionarlo anche se ormai in edicola a brevissimo troverete la rivista di aprile (secondo l’abitudine anglosassone per quanto riguarda la numerazione e le uscite della stampa mensile) – che si presenta maluccio con un pelatissimo Peter Gabriel come cover story, ma tra i contenuti annovera i 13th Floor Elevators e Serge Gainsbourg, quindi tanto male non sarà.

Nel numero di marzo la copertina e il consueto cd allegato sono dedicati a Syd Barrett. Il dischetto, in particolare, è un tributo stroboscopico al crazy diamond.
L’occasione di questa celebrazione sono i 40 anni dall’uscita di The Madcap Laughs, per cui nomi celebri (e meno) si alternano per reinterpretare l’amalgama barrettiana fatta di intimismo e solipsismo, evocativa di sonorità legate a un fangoso archetipo del subconscio collettivo inesplorato.

L’eccezionalità di Barrett sta anche nel riunire artisti dai trascorsi e dalle provenienze più disparate/disperate, oltre che distanti anagraficamente.
Ad esempio, il disco presenta il figlioccio barrettiano per eccellenza,  Robyn Hitchcock, con una “Dark Globe” spettrale e persino fin troppo fedele – ma non è un segreto che il nostro sia ossessionato, a tratti posseduto, dal crazy diamond. Però, poi, troviamo l’omaggio del reduce punk  Captain Sensible – che a produrre i suoi Damned avrebbe voluto fortissimamente proprio Syd, invece di quell’imbolsito nasone di Nick Mason, durante le session del tre volte omonimo album d’esordio.

Un tributo tutt’altro che ortodosso e monotematico, dunque, che mette nello stesso calderone la “Long Gone” degli space rocker Hawkwind e la “Late Night” dandysta di un Marc Almond più introflesso che mai; si incontra anche J. Mascis, lontano dai suoi Dinosauri e da supergruppi in odor di Detroit, che si fantasmagorizza con un eccellente versione di “No Good Trying”. Dopodiché si ritorna a “Dark Globe”, in una lettura quasi paisley dei  R.E.M e citiamo anche la “Special End” dei clowneschi, triveneti – e incensatissimi – Jennifer Gentle.

Per non far torto a nessuno è meglio riportare fedelmente la tracklist del disco tributo:

Field Music – Terrapin
J. Mascis – No Good Trying
The Besnard Lakes – Love You
Race Horses – No Man’s Land
R.E.M. – Dark Globe
Hush Arbors – Here I Go
Captain Sensible – Octopus
Hope Sandoval & The Warm Intentions – Golden Hair
Hawkwind – Long Gone
Skygreen Leopards – She Took A Long Cold Look
Cate Le Bon – Feel
Jennifer Gentle – If It’s In You
Marc Almond – Late Night
Robyn Hitchcock – Dark Globe (live bonus track)

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