Mongoloid, he was a mongoloid…

nojobblowjobThee Dements – No Job Blowjob (Bubca, 2009)

Stavolta i Bubcanieri – ok , la pianto subito – me l’hanno fatta grossa. Questi Thee Dements, infatti, sono l’apologia dell’apocalisse lo-fi, l’olocausto delle registrazioni pulitine, il genocidio della compattezza sonora.

Due individui piuttosto chiaramente disturbati (o raffinatamente burloni) si divertono come pazzi a suonare ukulele, banjo, vibrafono, pentole, percussioni e chitarra acustica, mischiando blues primordiale, riff punk e rock (credo di avere individuato anche una citazione non so quanto volontaria dei Cheap Trick, tanto per dire)… insomma: fanno un pregevole bordello, per usare un termine tecnico.
Ma un bordello di quello davvero sbiellato, che avanza come le auto dei cartoni animati, con le ruote fuori asse, il radiatore fumante, il clacson inceppato e lo scappamento scoppiettante.

Roba schietta e sincera, ma di sicuro non facilmente digeribile, a meno che non abbiate il gusto speciale per questo tipo di cose. Io  confesso di aver sentito il 7″ – sì, è un bel vinilozzo con buco grande – almeno tre volte prima di capire cosa ne pensavo, e durante i tre ascolti consecutivi la gatta è come impazzita (cosa che le ho visto accadere con la medesima intensità solo poche volte: con gli Slayer, coi Circle Jerks e coi Theloniuous Monster): come indicatore direi che non è niente male.

Se vi sentite pronti, regalatevi questo trip. E vogliate favorire un assaggio:

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2 commenti

  1. Giovanni Santi

     /  marzo 12, 2010

    Ascoltate il pezzo nuovo caldo caldo di forno a legna e fornaio legnato!

    keep droning on

    http://www.myspace.com/theedements

    Questi due Dementi hanno fatto un pezzo allucinante dove
    il blues, il country e il r’n’r’ incontrano e vanno aabbraccetto pomiciando con il rocche krauto!
    Sono di fuori come la neve bagnata che è scesa oggi!
    Dategli il valium prima che la loro iperaittivita porti al collassosso buco!

    Nonno Scaruffulo della casa del popolo di Ruffolo

    Rispondi
  1. Il demente è servito | Black Milk Magazine

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