Ron Asheton’s New Order: Odissea pt. 3 – The End

front 1st lpLa scorsa puntata è terminata con un cliffhanger piuttosto potente: i New Order hanno l’opportunità di procurarsi un contratto, ma al momento della verità falliscono miseramente – grazie al cantante Dave Gilbert, che si presenta completamente fatto allo showcase organizzato a uso e consumo dei papaveri della Mercury Records da Kim Fowley. Vediamo cosa accade, a partire dalle ore subito successive a quel fiasco.

Nel backstage, appena dopo il concerto farsa per la Mercury, l’atmosfera è cimiteriale. Gilbert è svenuto sotto a un flipper, non reagisce agli stimoli. Dennis Thompson ha lo sguardo perso nel vuoto e Ron Asheton cerca di mediare e spiegare agli interlocutori ciò che è successo, nella vaga speranza di aggiustare le cose. In realtà sa benissimo che non c’è scampo (“Eravamo totalmente fottuti” dirà più volte, anni dopo).

Dennis Thompson: “Una band era appena morta. […] Due anni di sforzi e lotta buttati nel cesso. Niente contratto. Niente fama. Niente soldi. Niente tour. Niente disco. Niente carriera. Ovviamente quella notte ci ubriacammo all’inverosimile”.

E’ la resa dei conti. I ragazzi si rendono conto che non c’è modo di aggiustare la situazione. Non c’è scampo. Il giorno dopo Dave Gilbert viene invitato ad andarsene dai New Order e dalla casa (Ron Asheton: “Radunammo tutta la sua roba e la buttammo fuori. Quando Dave rientrò si mise abussare e noi gli dicemmo di sparire e non farsi mai più vedere”).
Tutto ora dovrebbe ripartire da zero: occorre ricominciare a cercare un cantante e provare duramente per riportare il gruppo in pista. Ma nessuno se la sente più. Tutti hanno esaurito il carburante, le energie sono prosciugate.

Dennis Thompson: “Caricai la mia batteria Fibes in un’auto a noleggio e scappai a casa dei miei, dove mi sistemai in cantina. Avevo 28 anni e ancora una volta mi ritrovavo lì, col cuore spezzato, incazzato, rancoroso e al verde”.

L’unico che tenta di crederci fino all’ultimo è Ron Asheton, che anche di fronte all’abbandono di Thompson confida di riuscire a rimettersi in piedi. Solo che, con un tempismo eccezionale, il finanziatore dei New Order decide di prendersi un break. Ron Asheton: “Gli capitò l’occasione di andare in Germania coi suoi genitori e non si fece scappare l’opportunità di fare un giro in Europa. Ma nel frattempo i miei compari fuggirono. Jimmy Recca non ci mai aveva detto di volersi sposare, ma mollò per farlo. Dennis se ne andò. Praticamente mi lasciarono da solo a reggere la baracca. Aspettai che il nostro finanziatore rientrasse e decisi di tornare in Michigan per schiarirmi le idee. E accadde che questo tizio mi fregò malamente: fece sparire i miei dischi e quasi tutta la mia collezione di memorabilia naziste, che già all’epoca valeva 50.000 dollari e ora ne varrebbe un sacco in più”.

Ron a questo punto getta la spugna: ha perso la sua band, la maggior parte dei suoi averi e la voglia di provarci a Los Angeles. Decide di restare in Michigan, ad Ann Arbor dove abita sua madre. Lì ben presto incontrerà Niagara e inizierà la storia dei Destroy All Monsters (di cui ovviamente ci occuperemo in separata sede, nei prossimi mesi – vi anticipo solo un dettaglio minimo, di quelli che fanno mitologia: Lester Bangs sarebbe morto con una loro T-shirt addosso, secondo alcune fonti piuttosto attendibili).

Dennis Thompson da lì a poco si unirà alla meteora Sirius Trixon and the Motorcity Bad Boys, per poi continuare – a fasi alterne – la propria carriera di batterista.
Dave Gilbert entra nei The Rockets, con cui ha raggiunto un certo successo, per poi morire tragicamente nel 2001 a causa degli eccessi a cui non ha mai rinunciato.
Jimmy Recca mette su famiglia, Ray Gunn trova lavoro in un’azienda satellite della Disney e si occupa di pupazzi per parchi di diertimento. Jeff Spry, invece, il primo cantante, fonda una band new wave (i Felony – QUI uno dei loro video più noti), con cui incide qualche hit minore. Nel 1992 si suicida con un colpo di pistola alla testa.

DISCOGRAFIA

Come abbiamo ricordato, i New Order hanno registrato in studio in due occasioni, a Los Angeles: nel 1975 e 1976. Nessuno dei loro sforzi si è mai concretizzato in un album ufficiale e pianificato dalla band. Esistono, tuttavia, due uscite targate New Order – tutte rigorosamente postume – che pur non essendo ufficiali, non sono nemmeno bootleg e hanno avuto (in qualche maniera) l’imprimatur di Ron Asheton.

La prima – che risale al 1977 – è un album in vinile uscito per la FUN! Records, etichetta francese legata a doppio filo con il fan club parigino di Iggy Pop, presieduto da Gilles Scheps. Il titolo del disco è Declaration of War, contiene le due session in studio di cui sopra (una per lato) ed esce a band ormai sciolta, anche se da poco.
A quanto si intuisce – le notizie sono confuse e scarse – ne esistono due versioni: una con copertina rossa e nera (che potrebbe essere la stampa più vecchia) e una con una foto a colori della band, distribuito dalla mitica Fan Club/New Rose.
Ron Asheton non è entusiasta di questo album, più che altro per ragioni economiche: “Ero coi Destroy All Monsters e non ce la passavamo bene, eravamo senza un soldo. Un giorno mi arriva un pacchetto nella posta: dentro c’era un disco dei New Order e una lettera di Gilles Scheps, che diceva: ‘Hey, non sono morto, ci sono! Come va? Ho pensato che potevo darti una mano e così ho fatto uscire questo’. E poi c’era tutto un discorso e una piccola somma di denaro. Ma davvero una miseria. così mandandomi una copia del disco e quell’assegno ridicolo si è messo a posto e non si è mai più fatto vivo. Tra me e me pensai: ‘Amen. Se non altro ha detto che ne ha stampati pochissimi’. Mi sbagliavo, quello era il primo capitolo di una grandissima fregatura. Però, d’altra parte, è stato anche il modo in cui sono venuto in contatto con dei grandissimi amici francesi, i tipi della Revenge”.
Questo disco (disponibile anche in versione CD – ce n’è uno del 1991 su FUN! e uno del 2008 di importazione giapponese) è una discreta rarity, anche se con un minimo – ma proprio minimo – di fortuna lo potete trovare su vinile a un prezzo standard di 20 euro: li vale tutti, fidatevi, anche solo per il quoziente di mitologia.

Esiste, poi, un secondo album intitolato Victim of Circumstance. Risale al 1989 ed è uscito per la francese Revenge, sia in versione vinilica che in cd (quest’ultimo con un ottimo booklet a corredo e quattro bonus track – ovvero il lato A di Declaration of War).

In un’intervista a Dennis Thompson contenuta in Divine Rites, l’autore menziona di essere in possesso di un cd live dei New Order; questo è tuttora un mistero, in quanto non se ne trova traccia. Le spiegazioni sono solo tre: o si tratta di una rarità peculiarissima, o è un bootleg distribuito su cd-r, oppure l’autore si è confuso con il live dei New Race, in cui milita – in effetti – una porzione dei New Order (ovvero Asheton e Thompson).

Potete ascoltare la musica dei New Order scaricandola QUI…ribadisco che potete di sicuro accontentarvi di una ventina di mp3 nell’iPod, ma lo spirito di questa musica risiede nel formato originale, con buona pace dei fan del digitale. Nessun obbligo, ma se volete anche respirarla, questa roba, cercate i vinili (o i cd).

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3 commenti

  1. bellissimo racconto!
    grande

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  2. ehi ma che cos’è questo silenzio?

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  3. ci sono… solo incasinato. Ma ci sono.

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