Sweepers chiama base Luna

sweepers300Sweepers – Soli nel buio (Ufo Hi-Fi, 2010)

Fresco di stampa – è uscito l’8 gennaio – questo cd degli Sweepers, creatura dietro cui si cela un deus ex machina che risponde al nome di Tiziano Tarli (polistrumentista, membro fondatore de Gli Illuminati, nonché saggista – ha firmato i volumi Vesuvio pop, Beat italiano e La felicità costa un gettone).

Conoscendo quindi le passioni di Tarli, è corretto affermare che Soli nel buio è il riflesso diretto di ciò che lui ama e studia, ovvero determinati aspetti della cultura giovanile legata agli anni Sessanta (si perdoni la definizione tagliata un po’ con l’accetta). E’, quindi, una collezione di 10 brani in cui affiorano elementi beat, Sixties pop, garage e psych – con una netta prevalenza dell’animo beat.

Si tratta di pezzi freschi, con chitarre frizzanti e riff semplici, memorizzabili all’istante; la melodia non manca mai e l’adesione filologica agli stilemi del mondo Beat che fu è notevole davvero (seppur in alcuni frangenti mitigata con qualche guizzo più britpop anni Novanta, ma si tratta giusto di pennellate).

Anche la produzione colpisce nel segno: molto curata, senza la patina di moderno-digitale a tutti i costi, ma nemmeno forzatamente vintage. Menzione all’artwork, poi, in stile soviet sci-fi (peccato solo per i testi scritti con un font simil-dirillico, quasi illeggibile a tratti).

Del resto, in tutta onestà, Soli nel buio ha anche una faccia oscura come la luna, ovvero un lato meno positivo e brillante. Sto parlando della scelta del cantato in italiano: coraggiosa, anche simpatica e molto retro-chic in un contesto simile, ma con la capacità di donare un’aura di ingenuità e banalità che in taluni frangenti fanno naufragare i pezzi verso lidi da revival nazionalpopolare alla Gianni Minà.
Che poi può anche piacere, per carità… sarà un problema mio, come al solito, che non ho mai sopportato il cantato in italiano in contesti musicali rock/rock’n’roll e derivati.

Sicuramente se gli Sweepers “ci vogliono provare”, nel senso di tentare il colpo commerciale, forse hanno fatto una scelta logica. Ma, da jihadista quale sono, li avrei preferiti in altra veste.

Buon disco, non adatto ai talebani del rock.

Allah akbar.

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