L’ultima partita di Jim Carroll: r.i.p.

Jim_Carroll_by_David_ShankboneL’11 settembre è una data piuttosto infame, o fa di tutto per sembrarlo.
E da questo ottuso 2009 (che ci sta prendendo gusto a portarsi via i migliori) lo sarà anche per la morte di uno dei veri fari ispiratori di una certa letteratura e attitudine punk, che dagli anni Settanta del secolo scorso ci accompagna con gusto.

Ma bando alle mie cazzate. Il problema – gigante e irrisolvibile – è che venerdì è morto Jim Carroll, nella sua casa di Manhattan. Semba fosse seduto alla sua scrivania, quando è accaduto.

Sì, avete capito. Jim fottutissimo Carroll, quello dei Basketball Diaries e di “People Who Died” (un pezzo che, per pietà di voi stessi, dovete imparare a memoria).
Aveva 60 anni e – al momento – l’ex moglie ha parlato di un attacco cardiaco come causa del decesso. Di sicuro il suo stato di salute si era deteriorato negli ultimi due anni, ma Jim è sempre stato uno di quelli che ti immagini siano eterni. E invece no.

Che questo 2009 finisca presto e senza altri pegni di sangue.

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