Sami Yaffa, nomade per sempre

bruja.jpgMad Juana – Bruja On The Corner (Acetate Records/Goodfellas, 2008)

Goran Bregovic, Gogol Bordello, gli zingari che suonano in metropolitana… perché recensire un gruppo – diciamo – patchanka, con spiccatissime influenze gipsy, su Black Milk? Semplice: l’anima dei Mad Juana è Sami Yaffa, bassista degli Hanoi Rocks attualmente in forza ai New York Dolls nonché braccio, in passato, di band come Fallen Angels, Jet Boy, Demolition 23 eccetera eccetera.

Bruja On The Corner è un album fatto di violini, fisarmoniche, percussioni assortite: un po’ tex-mex, un po’ tarantolato, tanto – ma proprio tanto – zingaresco. Oltre al piglio stradaiolo, nomade, tipico dei circhi, dei baracconi, delle carovane rom e quindi delle leggende rock meglio assortite, quel che spinge maggiormente i Mad Juana è la voce di Karmen Guy, moglie di Yaffa.

Tra divagazioni reggae e accelerazioni swing, Karmen traina tutta la roulotte con il suo fare e – naturalmente – cantare da femme fatale: funziona nei locali punk più sfigati, nei jazz-club più selvaggi, nelle feste di paese e, chiaro, pure nei vagoni della metro. Finlandia, Inghilterra, Los Angeles, New York… My gipsy road can’t take me home.

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