Soul food alla bolognese

The Tunas – We Cut Our Fingers In July (Tre Accordi, 2008)

Seconda prova sulla lunga distanza per i bolognesi Tunas e – signori miei – tanto di cappello. Visti dal vivo un annetto fa, non mi avevano certo steso: nonostante avessero fatto uno show divertente, mancavano di quel non so che che fa la differenza, il dritto che ti mette al tappeto. Ecco, il dritto che ti mette al tappeto è We Cut Our Fingers In July.

Melodie pop, ritmiche selvagge, canzoni devastanti in bilico tra garage punk e soul. Insomma, quel non so che di cui sopra è tutto in questo album registrato da Matt, voce e chitarra dei Mojomatics: la produzione di We Cut Our Fingers In July è infatti perfetta, tanto perfetta da suonare – come dire? – americana.

Bella la zuccherosa “You Know You Should” e altrettanto bella la sguaiatezza r ‘n’ b di “Night Bobbin’”. Se fate abitualmente scorpacciate di Stax e Motown, Nuggets e Back From The Grave, Rolling Stones e Seeds, i Tunas sono tutti vostri: mezz’ora scarsa di Sixties rock and roll con tanto di tributo finale a Stevie Wonder e Wilson Pickett. Al prossimo live la prova del nove.

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4 commenti

  1. hugo bandannas

     /  dicembre 15, 2008

    ma veramente si taglieranno le dita a luglio?

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  2. coldicks

     /  dicembre 28, 2008

    il disco l’ho ascoltato.. e sinceramente trovo che sia il solito pallottone garagesixtiesrock’n’roll…
    ma quanti gruppi di questo tipo stanno uscendo ultimamente?

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  3. Andrea Valentini

     /  dicembre 28, 2008

    Onestamente non l’ho sentito… mi fido però del prode Bisceglia. Il problema – a mio modestissimo parere – è che il garage (Italico soprattutto, ma anche straniero) ormai, per quanto fatto bene o selvaggio o filologico o quello che vuoi, è davvero un genere in cui è stato detto TUTTO.
    Quindi un disco facilmente può sembrare una merda o un gran lavoro a seconda di chi lo ascolta – e non solo: anche a seconda del momento in cui lo si fa.
    Detto questo, il garage è tragicamente di moda da qualche anno hehehe… ne escono a bizzeffe di dischi, dischetti e disconi… tocca stringere i denti!

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  4. coldicks

     /  dicembre 31, 2008

    è proprio quello il fatto… è già stato detto tutto..
    probabilmente chi macina garage dal mattino a sera ( e come hai detto tu inizia a esserci veramente taaaanta gente a farlo , buon per loro che escano dischi così..) può avere grandi soddisfazioni da un disco del genere.
    da fruitore medio (qualcosa di garage l’ascolto pure io) non trovo il tutto così devastante..
    degna di nota la produzione.. che però ahimè non lo fà sembrare tanto garagesixties.

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