Sonic Youth live @ Alcatraz

[Post poco misurato e forse offensivo per i cuoricini più deboli e pacati]

E’ brutto uscire da un concerto con le palle che girano. Succede, mi sa, ai rockettari quando si avvicinano alla mezza età e si trovano in una sala ripiena di indie fans, ragazzine, giovinotti, buzzurri che fumano nonostante la fottuta legge Sirchia (che maledii profondamente all’epoca, ma ora non disprezzo più di tanto), francesi ubriachi, bisonti poganti che manco fossero al concerto degli Slayer del 1987 al Palatrussardi, tour di Reign in Blood.
Succede ai rockettari di cui sopra che hanno – in più – una borsa che pesa 15 kg con dentro roba che non si deve rompere.
Succede ai rockettari di cui sopra e borsamuniti quando si trovano una band d’apertura del concerto composta da tre down che hanno scoperto un segreto pazzesco: se attacchi a basso e chitarra un numero n di effetti e piazzi tutto a manetta, escono dei rumori con cui ti puoi anche divertire. Per 48 secondi circa. Dopo devi essere terminato con estrema violenza e pregiudizio. Soprattutto se non hai una batteria, ma un cranioleso che percuote dei tamburozzi africani fuori tempo.
I tre down sperimentatori non so come si chiamano, ma è meglio così perché altrimenti mi verrebbe voglia di andarli a cercare e di infliggere a loro, e a chi li ha generati, alcune simpatiche torture (che culminerebbero nella morte tramite apertura della gola con colpo di badile arrugginito del mio fu nonno). Gruppi così sono una piaga, non hanno il rock, sono pretenziosi e inconcludenti, artistici come una striscia di merda su una mutanda portata per una settimana.
In pratica: trovatevi un lavoro senza troppe pretese (vi vedrei bene a lavare i pavimenti in un centro commerciale durante le ore notturne), vendete tutti gli strumenti e scomparite nel buco nero che vi compete.

Capitolo Sonic Youth.
Gruppo storico: ok. Onore e merito alla carriera: certamente. Gruppo seminale: nulla da dire. Thurston Moore sembra sempre un ragazzino: verissimo. Però dopo 3-4 pezzi tutto quello che riuscivo ad articolare era un classico e intramontabile “bravi, ma basta”. Un po’ per colpa di quelli di prima che mi hanno fatto possedere da un plotone di SS zombie. Un po’ perché il noise rock a me ha più o meno sempre detto poco o nulla.
E infatti ho ri-scoperto il motivo per cui, nei miei lunghi anni di acquisti musicali, ho comprato un solo disco dei Sonic Youth (nel 1992 mi pare) e ha ancora oggi la cellophanatura intatta, o quasi: ho aperto la plastica, ne ho sentito un lato e l’ho riposto nello scaffale da cui non è mai più uscito. Qualcosa vorrà dire… peccato che avevo rimosso.

Esco dal concerto attorniato da un’orda di giovini e meno giovini in estasi post-coitale. Io ho i testicoli che girano e male alla spalla destra per colpa di quel cazzo di borsa. E continuo a pensare: bravi, ma basta.

Etrom.

PS: il lato didattico della serata è che ho definitivamente inquadrato (e marchiato a fuoco sull’epidermide della mia coscienza) il tipo di rock che mai e poi mai voglio, ho voluto e vorrò suonare.

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11 commenti

  1. hugo bandannas

     /  ottobre 10, 2008

    …si il gruppo d’apertura era da fucilazione in piena regola, mentre i sonic youth hanno fatto un bel concerto revival noise, in fondo era quello che mi aspettavo da un gruppo che ha dato il meglio negli ’80/’90.

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  2. Ginevra

     /  ottobre 10, 2008

    quello della gioventù sonica è stato un gran concerto, pochi cazzi 🙂

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  3. hugo bandannas

     /  ottobre 10, 2008

    uauauaua…c’è aria di confronti dialettici in famiglia….noise o non noise?

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  4. sintomo

     /  ottobre 11, 2008

    cari fratello, se oggi ascoltiamo mozart, tra 140 anni probabilmente ascolteremo i sonic youth, suonati da qualcun altro…questo per dire che sul serio sono una pietra angolare del rock.
    forse poi il noise-indie-rock ha i suoi momenti per essere ascoltato: ad esempio quando sei incazzato compresso e vuoi esplodere in qualche modo…
    non sono andato a vederli all’alcatraz perchè è un luogo che rende inascoltabile anche un pop mieloso, vedete voi.
    ‘gni maniera: GRANDI SONIC YOUTH-ASPETTIAMO IL NUOVO DISCO

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  5. fede

     /  ottobre 11, 2008

    beh potevi anche startene a casa….no?

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  6. Andrea Valentini

     /  ottobre 11, 2008

    @ Fede: che discorso del cazzo. E allora tu potevi non leggere la recensione, ti rispondo io. Cosa vuol dire?
    Tu non sai perché ero lì, quindi magari prima di parlare fatti un paio di giri dell’isolato…

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  7. Io invece il noise rock lo sto amando oggi più di sempre e i Sonic Youth li adoro da quando avevo 14 anni. Ma non essendo abbastanza giornalista per spiegare il perché prendi questa mia affermazione così, come un dato di fatto e basta. Probabilmente io avrei fatto parte dell’orda di giovani sborranti.

    Però Andrea, dovresti saperlo che le borse con roba fragile ai concerti procurano sofferenze terribili, grave errore non organizzarsi con un posto dove metterle!

    A presto,
    g.

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  8. fede

     /  ottobre 21, 2008

    secondo me sono stati IMMENSI, quarta volta che li vedo ed è stata la migliore; non è chiaro cosa ci sia venuto a fare al concerto il tizio della recensione, mi pare che non c’erano le premesse perchè gradisse la serata… ah, gruppo spalla da uccidere immediatamente!

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  9. Cina

     /  ottobre 24, 2008

    D’accordo sui teenagers( ma chi non lo è stato?).
    D’accordo sui pogatori ma siamo in Italia: al concerto dei Radiohead c’era gente che pogava con Paranoid Android.
    Per il resto il tuo discorso mi sembra non-lineare e inconcludente oltre che basato su giudizi soggettivi.
    Per carità la musica è spesso soggettiva ma non totalmente.
    Sonic Youth è un modo di concepire la musica: solo per il fatto che è catalogata sotto Noise dovrebbe portare l’ascoltatore oltre i limiti classici della musica.
    Se è per questo anche Ligabue è “noise” ripstto a Mozart.
    Inoltre il fatto che si sia ascoltato un cd solo 1 volta e solo da un lato denota niente altro che gran superficialià e pregiudizio al tempo stesso.
    I milgliori album della storia, almeno per quel che mi riguarda, al 90% non mi piacevano al primo ascolto, proprio perchè la complessità e la profondità richiedono sedimentazione che solo il riascolto può dare.
    Secondo me tra l’altro sono molto più “pop” gli Iron dei SY. Di certo i primi compongono secondo schematicità classiche (l’heavy metal ormai è musica classica nel mondo musicale) reiterate (intro-ritornello-assolo…tanto per capirci).
    Nei SY invece trovo sì schematicità, ma spesso e volentieri anche voglia di rompere certe barriere.
    E cos’è sempre stato il rock se non il voler rompere le barriere fin a quel momento imposte dal passato?

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  10. Andrea Valentini

     /  ottobre 24, 2008

    @ Cina: avere COMPRATO un solo disco dei Sonic Youth non significa che non ho sentito null’altro del gruppo. “Daydream Nation” e almeno un altro paio di cui ho rimosso i titoli (perdonate l’affronto) li ho da anni in vecchie cassettine di quelle che usavano tra noi gggiovani degli anni Ottanta e Novanta.
    Poi, per il resto, credo che il mio discorso sia lineare: non mi dicevano nulla prima, non me lo dicono neppure ora. E al concerto mi sono rotto i coglioni (complice forse anche la scelta poco oculata di avere a rimorchio una borsa pesantissima con computer e libri… tocca anche lavorare purtroppo).
    O non è ammesso esprimere un’opinione SOGGETTIVA sui vostri sacri Sonic Youth?
    Come i Sonic Youth, ad esempio, i Beatles non li reggo, mi fanno vomitare. E quindi? Volete continuare ancora per tanto a dirmi che devono piacermi questi gruppi o che sono un pirla perché non mi piacciono? Tanto per sapere eh… poi, sinceramente, non cambia molto eh… lo dico per voi più che altro. Io bene o male, me la vivo senza troppi problemi.

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  11. Frank G

     /  novembre 25, 2008

    Salve a tutti! Capito per puro caso su questo sito. Esordisco dicendo, a ciascuno il suo. Ognuno ha i suoi gusti musicali, ognuno può esprimere pareri, opinioni, giudicare una band nel bene o nel male. Massimo rispetto per tutti. Però fa male a tutti i fan sfregatati (il sottoscritto) sentir parlar male di una band che nel genere rock noise ha fatto, è e farà ancora storia. Per non parlare delle influenze su decine e decine di altre band. I SY li ho visti quattro volte dal vivo e per tutte e quattro le volte oltre ai brividi ho pianto. Questo perchè i SY non li ho conosciuti mica con Goo o con Dirty, bensì con Confusion is Sex e Bad Moon Rising. Esordi quindi. E di conseguenza, dicendo esordi, dico anche cammino ed evoluzione. Ne hanno fatta di strada ed hanno insegnato. Goo e Dirty sono due ottimi album, ma a mio parere non c’entrano nulla con i SY. Geffen docet. Saluti e…..salute!!!

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