Jay da antologia

jaycd.jpgJay Reatard – Singles 06-07 (In the Red, 2008)

Mai mi ero filato i Reatards e tutti i progetti in cui ha avuto – e ha – le mani in pasta Mr Jay Lindsey. Chissà perché poi… ma proprio non trovavo nessun motivo di interesse, così a pelle, in ciò che questo nativo di Memphis propone.
Errore, devo confessarlo. Pur essendo ancora ignaro di quasi tutto il suo repertorio, infatti, è piuttosto chiaro dall’ascolto di questa compilation di singoli (negli ultimi anni ha fatto praticamente solo singoletti vinilici il ragazzo: scelta grandiosa e decisamente “contro”) che c’è talento, attitudine, la giusta rozzezza e passione bruciante a go-go.

Da profano, arrivato con l’ultimo treno, ammetto di essere rimasto piuttosto colpito da questo personaggio; e dire che lo conoscevo marginalmente e quasi solo per un episodio primaverile che l’ha visto protagonista di una serie di polemiche e intemperanze online, in seguito a un concerto con problemi di security e – di conseguenza – interrotto dal signor Reatard (leggete questo post preso direttamente dal blog di Jay per sentire la sua campana). Jay è una discreta testa calda (per non dire di ca**o), ma con una dose da cavallo di talento.
I singoletti di questa compilation sono un gustoso mish-mash di garage rock, garage Sixties, punk, Sixties pop, lo-fi, post punk, rock e r’n’r blues/punk sbiellato (diciamo quello tipico del Goner Sound): il tutto apparentemente potrebbe sembrare eterogeneo, ma basta un ascolto per sentire tangibilmente che c’è un filo conduttore in tutto ciò. Oltre alla figura di Jay, c’è un’attitudine e una certa personalità nel songwriting, sempre tenendo in mente che non  stiamo parlando di uno sperimentatore (per fortuna!) o di un pioniere di nuovi suoni.
Un bell’ascolto, quindi, tanto variegato, quanto sanguigno e punk (a modo suo). Poco aggiunge, sinceramente, il dvd bonus che contiene alcuni live show caotici e tumultuosi… sarà che non sono un fan, in genere, dei video dal vivo. Un bel documentario sul personaggio, piuttosto, sarebbe un’ottima visione! Se qualcuno vuole raccogliere il suggerimento…

Per chiudere aggiungiamo che – oltre a scrivere (tanti: è prolifico come un coniglio infoiato) bei brani – Mr Reatard in studio spesso suona tutti gli strumenti (mentre dal vivo si avvale, ovviamente, di musicisti… gli ultimi con cui sta suonando sono davvero personaggi che non sfigurerebbero in un documentario su disadattati e postadolescenti suburbani).
Come se non bastasse, nel 2008 Jay ha iniziato – e sta per completarla – una collana di singoli vinilici pubblicati a raffica (e i nedizioni piuttosto limitate) dalla Matador. La collana si chiuderà con il sesto, in ottobre, a cui seguirà un’altra compilation su cd come questa, che li conterrà.

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