Terroristi e surf

club27.jpegClub 27 – Terroristen (Oto/Goodfellas, 2006)

È vero, sono di parte. Ho conosciuto Franz di persona, dopo secoli che qualcosa mi spingeva verso il Surfer’s Den, covo della scena surf punk and roll, roccaforte dell’antifighettismo imperante nella logora e logorroica Milano da pere. Sapevo che ci bazzicavano le Svetlanas, riot punk band al femminile molto apprezzata dal sottoscritto sia musicalmente che ideologicamente; mi era giunta voce anche della seratona con Captain Sensible, il giorno prima della data dei Dannati al Musicdrome.
Il Surfer’s Den restava comunque una chimera, soprattutto perché è dalla parte opposta di Milano rispetto a dove abito io e – circonvallazione permettendo – avrei fatto prima ad andare a San Lorenzo, a Roma, per riappropriarmi dello spirito punk 77.

Alla fine c’è voluta la presentazione di Iggy Pop, cuore di Napalm per smuovere il culo, vincere arsura, pigrizia e zanzarone giganti e giungere al Den.
Amore a prima vista. Si entra in un locale che non c’entra un cazzo con quello che si è soliti vedere e respirare da queste parti: surf attaccati alle parti; Ramones sparati a manetta (come l’aria condizionata), che fa molto California sun; filmati in loop di baldi surfer alle prese con onde più o meno anomale ; e poi – ovviamente – Franz e la sua gang.
Ancora una volta la gente fa a differenza. Nell’arco di poche ore il deus ex machina del Surfer’s Den (nonché bassista dei Club 27) si racconta amabilmente tra una birra e un bicchieri in frantumi. Qui c’è tutto lo spirito grezzo e autenticamente punk che ancora non avevo trovato tra le paludi padane.
Franz racconta storie di surf, dei Ramones e dei Club 27: la sua esistenza è legata indissolubilmente a questa trilogia, e ha lo spirito di un adolescente teppista che non vuole sapere di apparire come il guru della cricca.

Mentre si imbastiscono discorsi sull’ortodossia punk e stalinsta, Franz mi passa l’ultima e sola fatica dei Club 27 su formato cd: Terroristen, datato 2006. Lo metto nello stereo sulla strada verso Milano ovest e spacca di brutto: 12 tracce (più bonus) di ruvidissimo, sguaiato e sdrucito punk and roll di marchio Ramones , che straborda già nelle prime tracce.
Ma i testi e l’attitudine di Tonite i Die e Kill a Lama rimandano a influenze Clash: attitudine ed ortodossia. C’è anche lo spazio per una ballatona come Sweet Eyes, per i cuori più teneri
Terroristen suona come un disco lontano da cliché commerciali e nostalgie di un mondo punk che era meglio prima, per chi preferisce una sbronza a base di alcool puro e Marshall fumanti, piuttosto che la reclusione di un’esistenza virtuale e nerd.

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