Antidoti usa e getta coi Foals

foals-antidotes.jpegFoals – Antidotes (Trasgressive/Sub Pop, 2008)

I Foals vengono attualmente considerati dagli addetti ai lavori una delle band rivelazione del 2008. Effettivamente il loro suono è fresco, accattivante, e i pezzi che si sentono in rotation rimangono impressi nella memoria e fanno battere il piedino. Tuttavia l’originalità è quella che è: l’album, nel complesso, ti fa pensare più a un prodotto usa e getta piuttosto che a un pezzo da collezionare. I riferimenti alle band dei loro giovani colleghi sono parecchi e, infatti, non sono poche le parti del disco che ricordano gruppi già ben oliati come i Klaxons e i !!!.
Il prodotto è comunque ben confezionato e curato, tanto che si dice che il gruppo abbia rifiutato un mixaggio fatto del produttore e chitarrista David Sitek (TV On The Radio) per il motivo che il suono era troppo riverberato.

“Baloon” è il primo singolo dei Foals. Cassa dritta, accento inglesissimo alla moda e innesti elettronici per insaporire il tutto. Con “Cassius”, invece, si apre il disco. Il cantato è nervoso e schizoide, mentre la base è ridotta al minimo con qualche tocco di fiati e un lavoro vertiginoso di cassa e rullante.

“Red Sock Pugie” è il pezzo che mi ha più convinto. Parte con una ritmica quasi jungle per poi aprirsi a una soluzione più poppeggiante, dal ritornello accattivante. Anche “Electric Bloom” non è affatto male, con il suo strizzare l’occhio a sonorità che potrebbero rimbalzare da Brian Eno ai Talking Heads… senza mai dimenticare che gli anni Ottanta sono finiti e che si sta vivendo nella nuova era della tecnologia.

Insomma, un album solo non è assolutamente sufficiente per gridare al miracolo e, se devo essere sincera, Antidotes non fa certamente pensare di essere di fronte a una grande scoperta del 2008.
Un disco piacevole e leggero, nulla di più.

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1 Commento

  1. A me sono piaciuti e tanto.
    E’ vero che in alcuni pezzi ricordino un po’ i Klaxons, ma più per la sonorità che per la struttura dei pezzi: ripetere sempre la stessa frase musicale per tutto il brano è una cosa più post rock(Ulan Bator?) che pop.
    Grazie per avermeli fatti scoprire!

    Rispondi

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