Un disco del Kaiser… Chiefs

200714kcytam.jpgKaiser Chiefs – Yours Truly, Angry Mob (B-Unique, 2007)

Eh, lo so: Yours Truly, Angry Mob non è proprio fresco-fresco d’uscita, ma l’ho scoperto recentemente e mi sembra si meriti una recensione.
Il primo singolo estratto si intitola “Ruby” (e chi non conosce quel ritornello che fa “Ruby, Ruby, Ruby, Ruby!”) e devo ammettere che è stato la causa del mio allontanamento dal gruppo che, a dire il vero, ho adorato ai tempi dell’usicita del loro esordio Employment. All’epoca, infatti, i cinque ragazzi di Leeds si presentavano come una band genuina, vicina alle sonorità brit-pop degli anni Novanta, ma con la giusta dose di originalità. Il loro look quasi working class, poi, aveva fatto il resto…

Ma torniamo al nostro singolo. Con “Ruby” i Kaiser Chiefs cambiano e si avvicinano molto di più alle regole stilistiche imposte dal mercato: sonorità più anni Ottanta e look più patinato, come dimostrano la pettinatura a schiaffo e i jeans attillati di Ricky Wilson (cantante). Non sono più il gruppo di “I Predict a Riot” e quasi mi sono sentita tradita.
Però qualche tempo fa, invece, ascoltando su radio XFM Manchester l’ultimo singolo estratto da quest’album, “Love’s not a Competition (but I’m Winning)”, mi sono ricreduta. Il pezzo, in realtà, è la classica ballata che gira attorno agli standard del modello inglese, ma ciò che mi ha colpito è stato il gusto agrodolce che riesce a lasciarti in bocca una volta finita. Forse sarà per la pioggia di note alla Cure o forse per il testo un po’ malinconico, ma il pezzo riesce a incollarsi al cervello, creando quasi dipendenza.

In realtà un pò tutto Yours Truly, Angry Mob ha la capacità di appiccicarsi nella testa di chi lo ascolta, grazie a pezzi molto orecchiabili, dai ritonelli facili e canticchiabili. Tipici esempi sono brani come “Ruby”, “The Angry Mob” (con coro da stadio finale), “Heat Dies Down” e “I Can Do It Without You”. Una miscela molto piacevole di pop, rock e tastiere (a volte troppo sintetiche) pervade l’intero prodotto, che diviene un insieme di vibrante energia, fin dal primo all’ultimo pezzo.

Forse è la recente penuria di novità interessanti a rendere questo lavoro più prezioso di quello che in realtà sarebbe; ma coi tempi che corrono trovare una band completa e capace di arrangiare una canzone dall’inizio alla fine non è cosa da poco. E devo ammettere che, anche in questo loro secondo album, i Kaiser Chiefs ci riescono a meraviglia!

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