Può stare il fuoco dell’amore in un dvd?

guncl-video.jpgThe Gun Club – Fire of Love (dvd, Cherry Red, 2007)

Fire Of Love contiene registrazioni video di due concerti dei Gun Club: la prima risale ai primi anni Ottanta (all’Hacienda Club di Manchester), la seconda è un concerto a Madrid nell’ambito di un’apparizione televisiva per un emittente spagnola (nel 1985).
La formazione, all’epoca, prevedeva al fianco del Red Man Cowboy Jeffrey, Kid Congo Powers alla chitarra e Patricia Morrison al basso. Entrambi i concerti sfiorano il disastro: già nel look e nell’impatto estetico la band of gypsies risulta alquanto improbabile… Kid Congo somiglia a un Prince che ha rubato lo scalpo cotonato a Screamin’ Jay Hawkins, Patricia Morrison sembra appena tornata da un rendez vous al Dark Side Club con Siouxie e Jeffrey Lee è infagottato in una divisa a metà strada tra il turista americano e il soldato zapatista. Eppure tutte queste eccentricità e peculiarità sono parte integrante della natura dei Gun Club e, ancor prima, sono il dna stesso del suo fondatore.
In questi due live Jeffrey pare allo sbando totale, malmesso, incerto, bambinesco sia sul palco che nel mezzo di una imbarazzante intervista per un programma fotocopia di Discoring versione flamenco, in cui doppi sensi ed incomunicabilità hanno la meglio.

Pierce è del tutto privo dell’ispirazione che lo contraddistingue nelle liriche e che poi si manifesta nella sua voce in studio: marziale, scabra e sciamanica, in cui il furore selvaggio viene compensato da litanie strascicate e tribali; il Pierce che vediamo è un burattino anarchico a volte epilettico (soprattutto nella performance madrilena), a volte trasognato e svogliato (come all’Hacienda).
Biascica le parole, le dimentica, sembra in un “altrove” indeterminato, a volte sorride distrattamente e candidamente verso il pubblico facendosene beffa, come si fa beffa di se stesso.
Il sound è, invece, sempre tirato e gli altri musicisti macinano brani su brani, in grande sintonia, facendo da contralto alle stonature più o meno involontarie di Jeffrey Lee.

Per certi versi il leader dei Gun Club sembra soffrire di quella svogliatezza e noia da concerto che ha colpito per tutta la carriera anche il vecchio Zio Bob (Dylan): entrambi si inventano di tutto per far incazzare il pubblico, per rendere i propri “gioielli sonori” irriconoscibili, per reinventarsi – data dopo data – il modo più strambo di provocare l’audience. In fondo l’autenticità alla lunga paga, si dice. Ma il prezzo, nel caso di Pierce, non è stato esattamente uno dei migliori sul mercato.

Tracklist:

· Hacienda, 1983
1. Lost Highway
2. Moonlight Hotel
3. Bad Indian
4. The House On Highland Ave
5. Bad America
6. Walking With The Beast
7. Preachin The Blues
8. Sleeping In Blood City
9. The Fire Of Love
10. Death Party
11. For The Love Of Ivy
12. A Love Supreme

· Madrid, 1985
1. Walking With The Beast
2. Run Through The Jungle
3. Moonlight Motel
4. The Lie
5. John Hardy
6. Bad America
7. Death Party
8. The Fire Of Love
9. Sex Beat
10. Jack On Fire

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