Black Lips: ci sono o ci fanno?

blacklips.jpgBlack Lips – Good Bad Not Evil (Vice Records, 2007)

Mi avvicino per la prima volta a questa controversa band, dopo averne sentito parlare benissimo e malissimo. Arrivo perciò “candido” all’ascolto di questo album, che consta di 13 tracce molto diverse tra loro.
L’aspetto più delinquenziale del combo americano sembra sopito – mi sarei aspettato un incedere più deragliante da una band capace di live set così oltraggiosi – ma, tutto sommato, questo mi dispone meglio all’ascolto, più aderente ai miei canoni.

L’opener “Lean” è uno sboccato garage R&B che ricade in pieno nello schema del genere; “Katrina” (a parte la banale molestia di intitolare così una canzone a una ragazza che viene da New Orleans) ha un piglio più punk e sicuramente sarà uno dei singalong più gettonati dal vivo. “Veni Vidi Vici”, al contrario, è una specie di spin-off di “Fool’s Gold” degli Stone Roses, e vede i Black Lips alle prese con una brillante song ritmica, decisamente poco classificabile.

E’ proprio quando i Lips si allontanano dai territori facili (le garage punk song ai duecento all’ora) che dimostrano di saper cucinare per bene i loro ingredienti, mantenendo la loro “punta piccante”: “Navajo” e “Lock And Key” giocano col country e col blues screziandoli di allucinogeni e alcol di basso costo, mentre “Bad Kids” è una ballad ubriaca che nasconde un arrangiamento prezioso.
“Good Bad Not Evil” mostra il suo lato più Sixties verso la fine, dove i fantasmi dei 13th Floor Elevators e degli Electric Prunes infestano i sonni dei nostri pazzi giovanotti, che, nella loro infinita furbizia (“Off The Block”) fanno proprie alcune astuzie nascoste nei vari cofanetti della serie Nuggets.

Se i Black Lips “ci siano” o “ci facciano” non lo capiremo mai, forse perché presto ci saremo dimenticati di loro. Per ora godiamoci un bel dischetto divertente, che è già abbastanza…

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1 Commento

  1. E’ lecito porsi la domanda che anche tu ti sei fatto, specie oggigiorno. Però…
    …secondo me meglio loro dei vari Strokes, Franz Ferdinand e via con le next big thing. Mi sembrano più sinceri nei loro riferimenti e nel loro modo di porsi…per dire, se gli Strokes sembra che ci dicano “Guarda che belle canzoni ispirate a Television, Velvet e quant’altro sappiamo fare, e quanto siamo cool”, i Black Lips invece sono più sul versante “Ok, questa qua è la roba che abbiamo ascoltato fin da ragazzini e che ci piace suonare, al di là delle mode. Se vi piace è così, altrimenti cambiate disco”.

    Interpretazione totalmente personale eh 😀

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