La parola all’uomo morto: intervista ai Dead Man

dm_highres3.jpgOrmai il nome degli svedesi Dead Man dovrebbe suonare familiare alle orecchie dei blackmilkers piu’ fedeli, anche grazie alle ottime recensioni ottenute dal loro ultimo album “Euphoria”. Un disco, quest’ultimo, ricchissimo di spunti, policromo, sospeso in una specie di Terra di Mezzo musicale, totalmente calato in un immaginario a cavallo fra i tardi Sixties e i primi Seventies. Allo stesso tempo, però, capace di suonare fresco e di attirare l’attenzione di chi – negli ultimi mesi – si è innamorato di gruppi che seguono la stesso sentiero come i Black Mountain. Quindi ci è parso giusto e naturale fare due chiacchiere con Joakim, che della formazione di Orebro è bassista e cantante.

Ciao Joakim e benvenuto su Black Milk; puoi presentarci i Dead Man attraverso una breve storia del gruppo?
Tutto è iniziato nel 2002. Johan (chitarra acustica), Kristoffer (chitarra elettrica) e Markus (batteria) cercavano un bassista così mi hanno contattato. Abbiamo iniziato a fare delle jam e scrivere un po’ di canzoni. Quello stesso anno abbiamo provato tantissimo e l’anno dopo abbiamo fatto il nostro primo concerto. Nel 2004 abbiamo registrato il nostro primo singolo Ship Ahoy. Da allora abbiamo inciso e pubblicato due album, entrambi su Crusher Records.

Siete un gruppo molto giovane, ma allo stesso tempo avete un’identità musicale molto forte. Avete avuto altre esperienze musicali importanti, prima dei Dead Man? Magari in altri generi?
Io e Markus durante gli anni Novanta abbiamo suonato nei Roadrunners; io ho suonato anche in vari gruppi garage e r’n’b come gli Strollers e gli Springtones. Prima dei Dead Man io e Kristoffer suonavamo insieme in una band che si chiamava Hookah, ma non suonavamo dal vivo, abbiamo registrato solo qualche demo durante le prove.
Kristoffer, durante gli anni Novanta, suonava nei Norrsken e prima di allora aveva militato in parecchie punk band. Johan, invece, ha sempre suonato musica folk svedese, da solo.

Il vostro nuovo disco, Euphoria, mostra molte influenze che vanno dai Sessatna ai Settanta, dai Jefferson Airplane ai Black Sabbath, passando attraverso i Pink Floyd e il folk: puoi parlarci un po’ dei vostri ascolti?
Mi piace sia la musica vecchia sia quella nuova, ma ascolto principalmente musica dei Sixtioes e Seventies. Il mio primo amore sono stati i Kiss e più tardi ho iniziato ad ascoltare i Beatles e gli Stones. In ogni modo, tutti amiamo la musica di quell’epoca e tutti collezioniamo i vinili.

Come scrivete di solito i vostri pezzi? Puoi parlarci del songwriting all’interno del gruppo?
Di regola scriviamo un po’ di pezzi ognuno per conto proprio e poi li arrangiamo insieme. A volte componiamo assieme e altre volte ancora partiamo da un riff o da una sequenza di accordi e ci facciamo delle jam. “Footsteps”, per esempio, e partita da un testo che aveva scritto Marcus, dopodiche’ io aggiunto la sequenza di accordi. Posso tirare a indovinare, ma non penso che abbiamo un vero metodo di scrittura dei nostri pezzi.

Dal primo album fino a ora il vostro suono sembra essere influenzato molto dalla forza della natura… qual è il vostro rapporto con essa?
Sia Kristoffer che Johan vengono dalla campagna, io stesso ho passato parecchio tempo nei boschi quando ero più giovane. Durante l’estate ci piace suonare e comporre all’aria aperta immersi nella natura. E’ un buon posto per rilassarci e, allo stesso tempo, la natura è fonte di grande ispirazione per noi. I colori della natura sono i colori che abbiamo dentro di noi.

dead-man3.jpgTornando a Euphoria, puoi dirci qualcosa della registrazioni? Siete felici del risultato raggiunto? Pensi che avete raggiunto il massimo a livello di potere espressivo?
Sono molto soddisfatto del risultato! Penso che sia differente dal nostro primo album. Il primo disco è stato registrato in una settimana, mentre per questo abbiamo avuto molto più tempo a disposizione. Allo stesso tempo sapevamo anche meglio come volevamo che fosse. Abbiamo registrato il nuovo disco nella nostra città Orebro in uno studio costruito da poco: il Buffallo Bongo.
Abbiamo avuto anche degli ospiti/amici che suonano su Euphoria: Anders e Mats. Anche questa è stata un’esperienza nuova per il gruppo. Rispondendo alla tua domanda, se raggiungessi il massimo a livello di capacità di espressione penso che smetterei di suonare e mi dedicherei a qualcos’ altro.

Parliamo di Orebro: è un buon posto per suonare e conoscere musicisti? Come influenza le vostre scelte musicali (sempre che lo faccia)?
Mi piace Orebro! Penso sia una bella città sotto molti punti di vista. L’unico problema è che non ci sono molto posti che offrono musica dal vivo. Ma ci sono un sacco di ottimi gruppi. Il fatto che Orebro non sia molto grande fa sì che più o meno ci si conosca tutti: io sono amico con buona parte della scena locale punk e hard rock.
Per nominarne giusto qualcuno: Graveyard, Winchester Widowmakers, Bland Bladen, Asteroid, Accidents, Kvoteringen, Troubled Horse, The Satans e I Witchcraft.

Puoi consigliare ai nostri lettori qualche album o artista che ultimamente ha attirato la tua attenzione?
Mi piace molto l’ultimo album di Tom Petty e anche quello dei Maharajas. Ma come ti ho già detto ascolto un sacco di vecchia musica come Captain Beefhart i Mascots, la Band e molti altri ancora…

Dove vedi il gruppo nei prossimi 12 mesi? Qualche piano in particolare?
Abbiamo un po’ di concerti in primavera qui in Scandinavia e un tour Europeo organizzato per settembre. Il nostro obbiettivo e di riuscire a suonare dal vivo il più possibile e scrivere e registrare del nuovo materiale.

Grazie Joakim è stato un piacere averti qui con noi, ti lascio questo spazio per dire quello che vuoi ai nostri lettori.
Grazie mille, spero di vedervi tutti presto. Venite a vedere la nostra pagina myspace per ascoltare la nostra musica e conoscerci meglio: www. myspace. com/deadmansweden.
Godetevi la vostra vita! Love, Joakim

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1 Commento

  1. Grazie della belle intervista, Gianluca!
    I Dead Man sono uno dei pochi gruppi di area psych-rock che mi stanno davvero convincendo (insieme ai Motorpsycho, che ormai sono a loro modo dei classici, e ai Dungen). Li ho anche recensiti (Euphoria), perchè sentivo proprio il bisogno di mettere per iscritto tutte le influenze e gli ipotetici riferimenti che rintracciavo a mano a mano nei loro pezzi…;)

    Fede

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