Tony Face 2002

tonyface.jpgNella soleggiata primavera romana del 2002, quando mi crogiolavo nella mia precedente vita bohemienne da giovane autore per il rutilante mondo dello spettacolo e curavo una e-zine diffusa via mail, ebbi l’idea di intervistare Tony Face a proposito dei Not Moving. Era qualche anno che non se ne sentiva più parlare, la reunion non era neppure lontanamente nell’aria e la curiosità (oltre che la passione per i loro dischi) era forte.
Mandai una mail a Federico Guglielmi de Il Mucchio, loro produttore ai tempi di Sinnermen, per chiedergli se aveva un contatto da darmi; lui, conciso ma gentile, mi rispose allungandomi la mail di Tony. Gli scrissi ed ecco il risultato della mail-intervista. Back from the past.

Come definiresti i Not Moving se dovessi parlarne a qualcuno che non li conosce assolutamente?
Una delle migliori rock’n’roll band di sempre.

Da quale tipo di ascolti e background musicale è nata una creatura come quella dei Not Moving? Insomma, la solita domanda da obitorio: parlaci dei gruppi che più vi hanno segnato prima e durante l’arco dell’esistenza della band…
All’inizio siamo partiti con Cramps, X, garage, punk e rock’n’roll, poi c’è stata una fase molto legata al cosiddetto rock australiano (Hoodoo Gurus, Lime Spiders, Celibate Rifles) e verso la fine si spaziava liberamente dal beat al punk, dal pop al rock dei Sixties.

Cosa pensi dei gruppi italiani contemporanei a voi nell’arco degli anni Ottanta? Chi ti sentiresti di salvare da un’ipotetica catastrofe nucleare (se ne avessi la possibilità) e chi, invece, lasceresti schiattare senza rimorso?
I Bohoos erano grandi e i CCCP all’epoca (anche se non mi piacevano) erano qualcosa di orginale e sconvolgente (anche se la miglior band italiana di sempre rimangono, secondo me, gli Area). Ma anche gli Indigesti, i Cheetah Chrome e tante band hardcore. Da buttare tutta quella roba vicina alla new wave, al dark, al rock italiano e pippe simili .

Scaviamo nel torbido: ti va di parlare della fine l’esperienza dei Not Moving, dopo sei anni di dischi, concerti, tour e tutto quello che ciò comporta? Come è accaduto?
Probabilmente è perchè siamo partiti sedicenni o poco più e ci siamo trovati cresciuti, adulti, senza più lo stesso entusiasmo, con obiettivi, speranze, e volontà artistiche completamente differenti… forse è stato meglio così. Abbiamo evitato di tirare avanti un cadavere.

Qual è il tuo brano preferito dei Not Moving, in che disco si trova e perché ti piace…
Credo “Crawling”, da Black & Wild, il miglior disco che abbiamo fatto. E’ la perfetta sintesi di che cosa erano e volevano essere i Not Moving: punk+beat+garage+pop+hard.

La reperibilità dei vostri lavori ormai non è certamente agevole (te lo dice uno che ha penato per diverso tempo e raschiato i fondi di molti negozi di dischi usati, prima di trovare le cose fondamentali a prezzi abbordabili)… hai mai pensato, magari tramite la tua etichetta, di ristampare tutta o parte della discografia?
Ci ho pensato , ma non credo che ci sarebbero tanti interessati . E poi è meglio non rivangare un periodo ormai finito.

Un capitolo oscuro e doloroso (soprattutto per chi lo vorrebbe ascoltare!) è rappresentato dal mini-LP fantasma intitolato Land of Nothing. Perché non è mai stato publicato? Non c’è speranza di vederlo riaffiorare in qualche modo?
Non è mai stato pubblicato per una lunga serie di indecorose mancanze dell’etichetta di allora. Pare che tra breve vedrà finalmente la luce grazie alla ristampa (in vinile, che Manitù lo abbia in gloria!!!) che dovrebbe fare un etichetta pisana, Area Pirata [l’hanno poi effettivamente ristampato, proprio i ragazzi di Area Pirata ndr].

Gli annali riportano che avete fatto tre date come supporter di Johnny Thunders (nell’84, se non erro)… cosa ci puoi raccontare a proposito di questa esperienza?
Molto positiva. Il pubblico applaudì più noi, giovani e determinati, che lui parecchio rincoglionito, imbolsito, che sbagliava i pezzi e non si ricordava le parti… Johnny fu simpatico e disponibile con noi, ma gli show un po’ tristi e non particolarmente entusiasmanti.

Domandina da fan col pannolone: ma perché non fate una bella reunion, un bel disco e qualche sfilza di concerti?! Una volta hai scritto che “siete ancora troppo giovani per le reunion”, ma… non credi che il r’n’r abbia nuovamente bisogno di voi?
No, al rock’n’roll e a chi lo ascolta non gliene può fregare un cazzo di un gruppo di quarantenni, che magari spaccherebbe ancora il culo, ma rischierebbe di essere patetico… non vogliamo diventare i Nomadi del rock italiano. I Not Moving sono stati un grande gruppo che secondo me ha avuto abbastanza, anche se non tutto quello che avrebbe meritato, ma che nel 2002 non ha più ragione di esistere o di tornare.

Dì ciò che ti va ai lettori…
Vivete al 100% ogni attimo della vostra vita (molto paternalistico, eh?).
tonyf.jpg

Annunci
Articolo precedente
Articolo successivo
Lascia un commento

2 commenti

  1. (Old?) Soul Rebel :: Black Milk | Freak magazine
  2. (Old?) Soul Rebel | Black Milk Magazine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: