Ganzi e Avvoltoi: la nuova stagione beat

Gli Avvoltoi – Gianni/Non voglio Pietà (Teen Sound, 2008)
I Ganzi – Il Nuovo Beat/Chiedimi scusa (Teen Sound, 2008)

La Misty Lane/Teen Sound torna al formato principe per ogni collezionista che si rispetti: il 45 giri. Lo fa selezionando due band che partono dalle stesse radici – il più genuino beat italiano – per approdare a lidi decisamente diversi.
gli-avvoltoi.jpg Gli Avvoltoi di Moreno Spirogi, ormai storici prime-mover del movimento alla fine degli anni Ottanta (come dimenticare il leggendario Il nostro è solo un mondo beat), tornano con una line-up rinnovata che conserva la stessa passione sanguigna che li ha sempre contraddistinti.
Le coordinate sonore dei nostri sono in continuo movimento come dimostrato dall’a-side “Gianni”. Il pezzo parte sinuoso, incastrato su un groove portato dal Farfisa, dalla chitarra acustica e da un basso che gioca fluido sulle ottave (come papà McCartney ha insegnato), per poi aprirsi e diventare up-tempo nel ritornello grazie all’intervento della chitarra che porta il brano in territori psych-rock… fino a culminare alla splendida sezione del solo, dove la chitarra viene supportata da una batteria che omaggia Keith Moon e da un ottimo lavoro di organo. Il tutto scandito da un testo rivoluzionario, in pieno spirito beat. Questa traccia varrebbe da sola già l’acquisto.
Il lato B (“Non voglio pietà”) parte invece sincopato, con un cantato recitato, per poi risolversi in un giro r’n’b più canonico, seguendo questo schema sino alla fine. Un pezzo piacevole, ma che nulla aggiunge a quanto detto con la prima traccia.

i-ganzi-il-nuovo-beatchiedimi-scusa.jpg Arrivano invece da Firenze I Ganzi, qui al loro esordio. Esordio che – per inciso – suona decisamente bene, lasciando ben sperare per il futuro. “Il nuovo beat” e “Chiedimi scusa” sono due brani che conservano tutti gli ingredienti del beat italiano d’epoca, terribilmente ballabili e catchy, ma allo stesso tempo sanno giocare intelligentemente sui luoghi comuni e i limiti del genere, portando una certa freschezza in un genere ormai canonizzato.
Da segnalare, oltre all’affiatamento e all’indubbia perizia strumentale, l’ottimo effetto ottenuto con l’alternanza di voce maschile e femminile.
Insomma… se vi servono dischi nuovi per la vostra fonovaligia, ora sapete dove cercare.

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