EDDIE SPAGHETTI – old n.2 (CD, Cargo, 2005)

spaghetti_cover.jpgUn nome così mi fa venire in mente solo due cose: un triste comico da feste per bambini oppure un tizio che suonava nei Supersuckers.
Bravi, avete capito, quindi… questo è un album solista dell’ex Supersuckers (il secondo, di già).
Sarò onesto: non ho mai seguito i Supersucchiatori o come li si vuol chiamare… all’epoca del loro debutto gli unici “suckers” che seguivo forse erano i Crumbsuckers, che erano di foggia e fattura molto differente. Li ho poi scoperti in un umido autunno dell’anno domini 2000, dsurante una trasferta in quel di Udine, per l’ennesimo concerto nel centro sociale di turno. Lì c’era un tizio che si vendeva un po’ di dischi della propria collezione personale e mi comprai, per 5000 lire, un singolo della serie Sub Pop Singles Club. Era in vinile giallo ed era dei Supersuckers, appunto. Da lì iniziai a capire che forse mi ero perso qualcosa e mi procurai altro materiale. Nulla per cui perdere il sonno – lo dico con assoluto candore – ma un onesto e cazzuto gruppo.
Quindi… detto questo, cosa ci rappresenta Mr Eddie Spaghetti solista?

Svolgimento.

Il country deve piacere. Altrimenti rischia di diventare un pericoloso strumento di tortura. Eddie Spaghetti solista fa, fondamentalmente, country. Non esattamente country filologico, ma un country rock piuttosto vicino alle radici. Quindi, per conseguenza, se il country vi dà l’emicrania, questo disco non fa per voi.
Nell’altro caso questo cd potrebbe essere la panacea, il toccasana del momento… perchè a volte le orecchie vanno sturate dalle incrostazioni chitarrose. E nulla funziona come un disco di questo genere. Forse giusto gli Knitters di Exene e John Doe possono essere annoverati nel gotha del country sturaorecchie. E non è che ho detto poco, capiamoci…
Oltre a un tot di originali, Mr Spaghetti ci regala anche 5 cover (AcDc, Dylan, Nick Lowe, Coasters e Tom Waits) che onestamente erano evitabilissime. Insomma, “I don’t wanna grow up” per quanto mi concerne era già patetica fatta dai Ramones nel loro album di commiato… qui è semplicemente inutile. I brani vergati dalla penna di spaghetti invece sono notevoli, sempre considerando l’ambito in cui ci si muove, ossia un genere più codificato del gioco degli scacchi.
Indossate gli stivali e i jeans sbiaditi, mettete il cappello da cowboy e godetevi questo dischetto.
Non sarà un capolavoro, ovviamente, ma si fa ascoltare senza problemi se avete la giusta quantità di birra sottomano.

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1 Commento

  1. surfin bird

     /  dicembre 20, 2005

    La miglior copertina della storia , dal `50 ad oggi !!!!!

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