IAN HUNTER “all american alien boy” (1976, CBS, LP)

hunter.jpgMott e Mott the Hoople. Do you remember, honey? Vi ricordate di questa band? Ok. Lo so. La maggior parte di voi non l’avrà mai voluta neppure ascoltare. E’ un errore comune e potreste essere anche perdonati… MA… è necessario rimediare al più presto.Un uomo o una donna non possono fare a meno di un brano come “The ballad of Mott the Hoople” per potersi definire tali. Altrimenti non valgono mica molto… anzi, nulla. Fate voi.

Dopo i Mott the Hoople, il carismatico cantante Ian Hunter intraprese la carriera solista (che continua tuttora). E che carriera.

Avete abbastanza palle, anima e cuore per ascoltare questa musica? Rispondete. Oh, piccolini… non lo sapete… certo, non avete idea di cosa rispondere. Allora vi serve una descrizione esauriente della materia, vero?

I solchi di questo suo secondo album sono un sublimato di rock, rock’n’roll, tristezza strisciante e disillusione. Un Bob Dylan con gli occhiali a specchio e il chitarrone elettrico, un Blind Lemon Jefferson che cavalca la tigre del glam rock con un piglio punk, senza scadere nel ridicolo.

Iniziate a capire?

Ok, un ultimo tentativo per venire incontro alle fascie meno dotate. Avete presente Jeff Dahl? Ecco, io se fossi Ian Hunter lo citerei per plagio di immagine. Per non parlare della musica. Solo che il buon Jeff è più punkettaro, laddove Ian è il progenitore e, per questo, più compassato, emozionale e profondo. Come dite? Non vi servono i progenitori?

Perfetto. Ma voi, allora, a cosa servite?

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8 commenti

  1. Anonymous

     /  dicembre 6, 2004

    Reverendo je t’aime.Ti amo perchè non sei mai di moda quindi sempre di modaTi amo perchè sei sempre te stesso.Ti amo perchè sei quasi umanoTi amo perchè sei così sbagliato che sei giustoTi amo perchè sei nato nel 1970Ti amo perchè odio tutti gli altriTi amo perchè fondamentalmente sei solo un tossicoTi amo perchè sei fedeleTi amo perchè bestemmiTi amo perchè se continui così finirai maleTi amo perche a 34anni porti ancora la t shirt OverkillTi amo perchè vedendo te mi sento meno inadeguatoTi amo perchè una rece così non la reggero mai altroveTi amo perche non hai la fica e non potro mai amarti.Reverendo je t’aimeshesaidestroy

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  2. Anonymous

     /  dicembre 8, 2004

    gran pezzo, Andrea… “Miami” lo comprai per caso, ancora pischello, nella seconda metà degli anni ’80, scartabellando in uno scantinato di Ascoli Piceno. Lo pagai la modica cifra di 4.000 lire. Poco dopo ebbi il culo di vedere Jeffrey e soci, a due passi da casa mia, in uno dei più grandi e dimenticati festival italiani: il Rock Roads di Giulianova (TE)…tempi andati.manuel

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  3. AP

     /  dicembre 8, 2004

    Baci e rock’n’roll, cari…The Vicar

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  4. Il Mulo

     /  dicembre 10, 2004

    caro vicario, non avresti potuto iniziare questa zine in modo migliore. passerò spesso di qua…

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  5. Anonymous

     /  dicembre 11, 2004

    Miami!Porca puttana ancora adesso non riesco a trovarlo!!Tre negozi di dischi setacciati per una settimana: ristampa esaurita dovunque!Mi girano un po’ le palle…Comunque ne ho una copia: devo ringraziare a vita il bassista dei (furono) Countdowns.Mi feramai a chiacchierare con lui dopo un concerto a Milanal (erano in tour con Demolition Dollrods e Andrè Williams). Finimmo a parlare degli Stooges……. [“Una volta a Detroit, sto tipo – un tizio anonimo, capelli bianchi, occhiali..- viene nel backstage e inizia a chiacchierare con Andrè Williams. I due si conoscevano.La sera dopo sto tipo si ripresenta nel locale con un sax.Suona con noi.Improvvisa sui pezzi e fa venire i brividi: rumore puro, jazz..Fun House insomma!Alla fine del concerto vado da lui e gli faccio:”Cazzo, sei bravissimo!Come ti chiami?””Steve Mackay” Per campare fa l’elettricista.”]…e arriviamo a parlare dei Gun Club.IO: “Ci ho messo anni a trovare ‘Fire Of Love’ e l’ho anche pagato una cifra!” (nel 1997 -vedi un po’- da “Zab” quando ancora c’era Stiv Rottame)LUI: “Fire Of Love è splendido, ma il mio preferito resta Miami” “Cazzo! Non lo trovo da nessuna parte!Lo cerco da anni!!” “Forse ti faccio felice….”Sparì per due minuti.Tornò con in mano una cassetta.”Non ho trovato , la custodia…”Ancora oggi, grazie John Sellers.

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  6. Anonymous

     /  dicembre 11, 2004

    Ho dimenticato di firmare il post precedente (quello lungo lungo lungo lungo)Finalmente un bel posto da visitare in internet senza andare troppo lontano…Jacopo-PSCiao Manuel, sapevo che ti avrei trovato qui.Ah, una cosa: sono diventato una puttana….

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  7. Anonymous

     /  dicembre 11, 2004

    qualcuno diceva che se si lavora in un bordello tanto vale essere la puttana migliore…cerca di farti valere Jacopo!manuel

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  8. Anonymous

     /  gennaio 23, 2005

    diocane, il panegirico all’inizio in forma di poesia è veramente nauseante; vicario, non ti fa un po’ schifo chi ti lecca il culo così??

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